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Lavoro a Treviso
14.01.2026 - 16:10
Gianpaolo Stocco, presidente CNA Treviso
Nel corso del 2025, le imprese della provincia di Treviso hanno segnalato un fabbisogno di oltre 81 mila nuovi lavoratori, ma più della metà delle posizioni aperte è rimasta senza candidati. Il dato emerge dall’analisi del Bollettino Provinciale Excelsior 2025 di Unioncamere e Ministero del Lavoro, elaborata dalla CNA Territoriale di Treviso, che evidenzia le difficoltà strutturali del mercato del lavoro locale.
Secondo l’indagine, il 63% delle aziende con dipendenti ha programmato assunzioni nell’ultimo anno, ma il 54% delle figure richieste si è rivelato difficile da reperire. La principale causa è la mancanza di candidati disponibili, indicata in circa un terzo dei casi, mentre in meno del 15% dei casi il problema è legato a una preparazione insufficiente.
«La mancanza di candidati, la carenza di competenze tecniche ed esperienza frenano il sistema produttivo», spiega Gianpaolo Stocco, presidente della CNA Territoriale Treviso. «Serve un rafforzamento dell’orientamento e della formazione, oltre a un dialogo più stretto tra imprese e scuole».
Il fabbisogno occupazionale ha riguardato in particolare giovani fino a 29 anni, che rappresentano il 34% delle entrate previste. Tra i profili più richiesti spiccano addetti alla ristorazione, camerieri, cuochi e commessi, con 19.190 posizioni, seguiti da operai specializzati per manifattura e costruzioni (16.920) e conduttori di impianti e macchinari (13.260). Non mancano richieste per corrieri e autisti (6.290), addetti alle vendite (6.160), personale per pulizie (4.170) e operai edili (3.290).
Dal punto di vista settoriale, commercio e ristorazione guidano la classifica con oltre 10 mila posizioni ciascuno, seguiti dalle costruzioni (7.760), dall’agricoltura e settore primario (5.470) e dall’industria metalmeccanica (4.820). In molti di questi comparti le difficoltà di reperimento superano il 60%.
Oltre alla disponibilità, le imprese richiedono anche esperienza pregressa, soprattutto nel settore specifico o nella professione, rendendo più complesso l’ingresso dei giovani o di chi proviene da percorsi formativi poco collegati al lavoro. Cresce inoltre l’importanza delle competenze trasversali, dalla capacità di lavorare in gruppo al problem solving, e di quelle digitali e legate alla sostenibilità ambientale.
Nonostante le difficoltà, il 60% delle imprese trevigiane ha investito o programmato attività formative nel 2025 e circa il 19% ha ospitato tirocinanti, segnali di volontà di sostenere l’occupazione, ma che secondo CNA Treviso devono essere rafforzati da politiche più efficaci.
«Il territorio continua a produrre lavoro, ma rischia di non riuscire a soddisfare pienamente le proprie necessità», conclude Stocco.
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