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Tradizione agricola
15.01.2026 - 15:00
Locandina dell'evento
È tutto pronto per la prima festa dell’anno dedicata a un prodotto simbolo del territorio padovano. Domenica 18 gennaio torna “Radicchio in festa”, l’appuntamento che celebra il radicchio Bianco Fior di Maserà, coltivato su una ventina di ettari da agricoltori locali che da anni lo portano sulle tavole con passione e cura.
Come di consueto, la giornata proposta dal Comune di Maserà in collaborazione con le associazioni agricole e locali propone un programma ricco: mostra mercato dei prodotti tipici, sfilata dei trattori per le vie del centro, menù a base di radicchio e, nel pomeriggio, la tradizionale degustazione del risotto al radicchio.
“La Festa del Radicchio – spiega Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – è l’occasione per fare il punto sulla produzione locale, che in provincia di Padova comprende tutte le principali varietà di radicchio presenti in Veneto: dal variegato al rosso tondo, fino allo spadone. Alcuni sono anche a marchio Igp, un orgoglio che nessuno può imitare”.
Maserà si conferma così la “capitale” del radicchio, con i produttori pronti a esporre in piazza i cespi più belli raccolti in questi giorni e altre specialità del territorio. Il Fior di Maserà, simbolo locale, è un prodotto di nicchia: ogni anno se ne raccolgono circa 130-150 quintali grazie all’impegno dei coltivatori. La provincia di Padova è leader regionale per superficie coltivata, con 1.270 ettari dedicati e una produzione complessiva che nel 2024 ha raggiunto circa 13 mila tonnellate.
“Nonostante il clima dell’ultima stagione abbia influenzato la quantità – continua Lorin – la qualità resta sempre alta. I prezzi sono leggermente calati per via dell’abbondanza di prodotto, ma è importante sostenere i produttori: il divario tra quanto guadagnano e quanto spendono i consumatori è troppo grande. Invitiamo tutti a Maserà per incontrare gli agricoltori e scoprire i radicchi che arrivano freschi sulle nostre tavole”.
A titolo indicativo, il radicchio variegato viene pagato poco più di 2 euro al chilo, il rosso tondo 1,20 euro, il rosso tardivo 3,50 euro, mentre il rosso precoce circa 1,50 euro. Le varietà più pregiate, come il Fior di Maserà, hanno prezzi più alti per il lavoro necessario alla loro produzione.
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