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Economia regionale

Il mercato del lavoro veneto chiude il 2025 con un bilancio positivo ma mostra segnali di rallentamento

Secondo i dati della Bussola di Veneto Lavoro, i posti di lavoro crescono ancora, soprattutto nel metalmeccanico, mentre tessile e occhialeria registrano difficoltà

Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro

Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro

Il mercato del lavoro in Veneto chiude il 2025 con un saldo positivo di 14.600 posti di lavoro dipendente in più rispetto all’anno precedente, ma la crescita sta rallentando. A evidenziarlo sono i dati della Bussola di Veneto Lavoro, pubblicati oggi con il consuntivo sull’andamento occupazionale regionale.

A spiegare i numeri è il vicepresidente e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto: “La crescita c’è ancora, ma sta rallentando a causa della minore domanda di lavoro da parte delle imprese, soprattutto per contratti a tempo determinato, e di un leggero aumento delle cessazioni contrattuali, compresi licenziamenti individuali e collettivi. Alcuni settori del manifatturiero locale, come tessile-abbigliamento e occhialeria, continuano a incontrare difficoltà. Di contro, il metalmeccanico mantiene una tenuta sostanziale, anche se a dicembre si è registrato un piccolo arretramento, un trend che va seguito con attenzione nei prossimi mesi”.

Per il 2026, sottolinea Pavanetto, le sfide non mancano. Tra queste il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, la necessità di trattenere i giovani in Veneto e di attrarne di nuovi. “La regione deve continuare a investire in servizi per l’impiego di qualità e in politiche attive del lavoro sempre più mirate alle esigenze reali delle imprese e diffuse su tutto il territorio”, conclude l’assessore.

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