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Scuola e lavoro

Confartigianato lancia un appello a studenti e famiglie: puntare su tecnici e professionali per trovare lavoro in provincia di Treviso

Con oltre 11 mila nuovi posti di lavoro previsti entro il 2026, tra tecnici specializzati e operai qualificati, il presidente Sartori invita a considerare le scuole professionali come un’opportunità concreta

Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

«Agli studenti e alle famiglie dico: scegliete l’istruzione tecnica e professionale. Non è una scelta di serie B, ma una concreta occasione di lavoro». Con queste parole Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, ha aperto la finestra per le iscrizioni alla scuola superiore, lanciando un messaggio chiaro sulla futura domanda di lavoro nel territorio.

Secondo Sartori, entro febbraio 2026 le imprese della provincia avranno bisogno di oltre 11 mila nuovi lavoratori. Di questi, circa il 28% saranno tecnici altamente specializzati, mentre il restante 72% riguarderà operai qualificati e conduttori di impianti e macchinari. «Ma i numeri delle iscrizioni non seguono questa domanda», osserva Sartori: lo scorso anno scolastico si sono registrati 522 iscritti in meno nelle scuole tecnologiche e 299 in meno negli istituti professionali.

I licei restano la scelta predominante, con 18.101 studenti, quasi il 46% del totale, sebbene questo dato accorpi tutti i licei a prescindere dall'indirizzo specifico. Seguono gli istituti tecnici tecnologici (8.525 iscritti, 21,6%), quelli economici (6.986 studenti, 17,7%) e gli istituti professionali (5.837 studenti, 14,8%). I cali più significativi riguardano gli indirizzi di informatica e comunicazione (-345 iscritti), meccanica e meccatronica (-135) e manutenzione e assistenza tecnica (-133).

«Sono proprio questi i settori dove le imprese trevigiane faticano a trovare personale», aggiunge Sartori. Dalla ricerca Excelsior emerge che il 61% delle richieste di lavoro riguarda operai specializzati e conducenti di impianti, seguiti da impiegati e tecnici specializzati (23%). Solo il 2% delle posizioni richiede la laurea, mentre più della metà delle offerte riguarda persone con diploma o qualifica professionale.

Scegliere la formazione tecnica può quindi aprire strade immediate, anche grazie all’apprendistato duale, già attivato con 400 contratti nel territorio, e offrire prospettive di crescita e autoimprenditorialità: in provincia di Treviso, infatti, su 6.089 imprese guidate da under 35, un terzo sono artigiane.

«Se vogliamo garantire la tenuta della nostra economia – conclude Sartori – scuola e imprese devono lavorare sempre più a stretto contatto».

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