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Polemica fiscale

IMU e attività storiche, da Confesercenti un invito alla chiarezza sulle nuove regole

L’associazione del Veneto Centrale corregge le informazioni circolate in città: con il decreto ministeriale 2024 non è più possibile applicare aliquote IMU differenziate alle botteghe storiche

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immagine di repertorio

Confesercenti del Veneto Centrale interviene nel dibattito aperto in questi giorni sull’IMU applicata alle botteghe storiche, esprimendo rammarico per alcune ricostruzioni apparse sulla stampa locale. Secondo l’associazione, le informazioni diffuse non tengono conto del quadro normativo aggiornato e rischiano di alimentare confusione tra i commercianti.

Dal 2025, infatti, i Comuni possono differenziare le aliquote IMU solo nelle situazioni previste dall’Allegato A del decreto del Viceministro dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 settembre 2024. In questo elenco non compaiono più i “locali” o le “attività” storiche iscritti all’Albo dei locali storici della città di Padova. Di conseguenza, l’aliquota specifica introdotta dal Comune nel 2024 non è più applicabile, perché non contemplata dal nuovo decreto.

Confesercenti sottolinea l’importanza di un’informazione chiara e puntuale su un tema che incide direttamente sulle imprese del territorio. Per l’associazione è necessario riprendere il confronto a livello nazionale e chiedere il ripristino di un’aliquota dedicata alle botteghe storiche, distinta da quella prevista per le altre attività economiche.

L’organizzazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a lavorare con le amministrazioni locali e con il legislatore per riconoscere, anche sul piano fiscale, il valore culturale e sociale che queste attività rappresentano per le città venete.

Confesercenti ha infine espresso apprezzamento per l’impegno del Comune di Padova nel sostenere la Fondazione dei Negozi Storici riguardo alla tassazione delle insegne pubblicitarie. Un intervento analogo, osserva l’associazione, potrebbe essere adottato anche da altri Comuni per valorizzare in modo più ampio il patrimonio dei negozi storici.

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