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Artigiani trevigiani sotto pressione: aumento dell’RCA e delle polizze catastrofali

L'incremento delle imposte e dei premi assicurativi aggrava il carico per le piccole imprese della Marca

artigiani

Foto di repertorio

L’aumento dell’imposta sui premi RCA e l’introduzione delle polizze catastrofali obbligatorie stanno creando nuove difficoltà per gli artigiani e le piccole imprese della provincia di Treviso. La recente modifica che ha elevato la tassa sui premi assicurativi per i rischi accessori, dal 2,5% al 12,5%, si traduce in un ulteriore aggravio su un costo obbligatorio che già pesa pesantemente su chi lavora ogni giorno. Questo aumento, secondo le imprese locali, non porta alcun miglioramento nei servizi, non incentiva gli investimenti e non riduce i rischi, ma si configura come un nuovo prelievo fiscale che incide soprattutto su chi utilizza i mezzi per lavoro.

Nel territorio trevigiano, dove l’artigianato è un settore strutturale e la mobilità operativa è fondamentale per l’economia, l’impatto si fa sentire in modo immediato. Per esempio, un artigiano con due furgoni può trovarsi a dover pagare un incremento di oltre 240 euro all’anno; con cinque mezzi, l’aumento supera i 600 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli legati ai carburanti, alle manutenzioni, ai pedaggi, alle ZTL, ai parcheggi e agli ammortamenti, creando una situazione insostenibile per il margine operativo delle microimprese.

A ciò si aggiunge l’entrata in vigore dell’obbligo di stipulare polizze catastrofali per le aziende, senza alcun tipo di supporto economico o agevolazione fiscale. Anche in questo caso, le imprese sono chiamate a fronteggiare un aumento dei costi fissi senza alcun accompagnamento concreto da parte dello Stato. Le piccole e piccolissime imprese, che costituiscono il cuore pulsante dell’economia locale, sono le più penalizzate da questi nuovi oneri, che rischiano di compromettere la loro competitività e produttività.

La situazione è resa ancora più critica da un punto di vista politico ed economico. Se la mobilità e il lavoro costano di più, anche l’economia locale ne risente. I professionisti che operano sul territorio, come quelli che installano impianti, effettuano manutenzioni o consegnano materiali, non hanno alternative praticabili: senza mezzi a disposizione, cantieri, interventi e servizi essenziali si fermano. Rallentare la mobilità significa dunque rallentare l’intera economia reale della Marca, quella che ancora resta sul territorio e non si sposta altrove.

Fabrizio Geromel, Direttore della CNA Mandamento di Treviso, ha commentato con preoccupazione: «Tassare un servizio obbligatorio come l’RCA e introdurre nuovi obblighi assicurativi senza detrazioni o incentivi indebolisce la produttività delle nostre imprese. La transizione e la sicurezza richiedono politiche industriali mirate, non prelievi lineari che non aiutano a crescere. Gli artigiani non chiedono sconti, chiedono coerenza e un’attenzione maggiore a chi lavora, investe e garantisce servizi fondamentali per la comunità».

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