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Zone di salvaguardia e impianto Silva, dodici sindaci chiedono alla Regione di fermare l’iter

Lettera al presidente Stefani dagli amministratori del Padovano e del Veneziano: sospendere le autorizzazioni sull’impianto Silva finché non saranno definite le zone di tutela delle falde

Progetto Silva, foto dal sito di Andrea Zanoni

Progetto Silva, foto dal sito di Andrea Zanoni

Dodici sindaci del Padovano e del Veneziano hanno scritto alla Regione Veneto per chiedere una pausa nelle procedure autorizzative legate all’impianto Silva, in attesa della conclusione dell’istruttoria sulle zone di salvaguardia dei pozzi per l’acqua potabile. La lettera, inviata l’8 gennaio 2026 da Piove di Sacco, è indirizzata al presidente della Regione Alberto Stefani, all’assessora all’Ambiente Venturini e agli uffici competenti.

Tra i firmatari figurano, tra gli altri, i sindaci di Padova, Abano Terme, Piove di Sacco e Cona. Al centro della richiesta c’è l’approvazione delle aree di tutela dei pozzi acquedottistici nei comuni di Villaverla e Dueville, nel Vicentino, da cui dipende una parte importante dell’approvvigionamento idrico che serve anche numerosi comuni del Padovano.

L’acqua viene prelevata circa un chilometro e mezzo a sud dell’impianto Silva, tra Novoledo e Dueville, ed è gestita da AcegasApsAmga. Da qui arriva l’acqua che rifornisce vaste zone del territorio, dal Veneto centrale fino a parte della provincia di Vicenza.

Nella lettera, i sindaci richiamano una delibera approvata il 12 agosto 2025 dall’assemblea dei sindaci dell’ATO Bacchiglione, che ha definito una proposta per delimitare le zone di salvaguardia. Nonostante questo, segnalano gli amministratori, è andata avanti la procedura autorizzativa seguita dalla Provincia di Vicenza per la riattivazione dell’ex impianto Safond, oggi di proprietà della società Silva Srl.

Secondo i firmatari, l’impianto – destinato al trattamento e al deposito di rifiuti sanitari e di residui provenienti dalle fonderie – sorgerebbe in un’area particolarmente delicata dal punto di vista delle acque sotterranee, in una zona dove la falda si ricarica e a valle dei punti di prelievo dell’acqua potabile.

I sindaci parlano di un’area che interferisce con la zona di rispetto allargata della falda e ricordano la fragilità del territorio, la presenza di pozzi pubblici e le osservazioni già avanzate da ATO Bacchiglione, AcegasApsAmga e Viacqua.

Da qui la richiesta alla Regione di tre azioni precise: valutare la sospensione delle autorizzazioni fino alla fine dell’istruttoria tecnica regionale, applicando il principio di cautela e informando la Provincia di Vicenza; tutelare con rigore la risorsa idrica, evitando che eventuali ritardi permettano attività che sarebbero vietate una volta approvate le zone di salvaguardia; coinvolgere pienamente tutti i comuni serviti dal sistema idrico interessato, valutando anche la possibilità che la Regione assuma direttamente la gestione del procedimento, vista la sua rilevanza oltre i confini provinciali.

La Regione Veneto deve ancora recepire e rendere operative le prescrizioni previste dalla normativa nazionale. All’interno delle zone di salvaguardia, ricordano i sindaci, sono vietate attività legate alla gestione dei rifiuti e allo smaltimento di sostanze chimiche, proprio quelle che la società Silva intende avviare.

Sul tema è intervenuto anche il Consiglio regionale. Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato ha presentato una nuova interrogazione per sollecitare l’approvazione delle zone di salvaguardia di Villaverla e Dueville. In un intervento pubblico dell’11 gennaio 2026, Cunegato ha definito il progetto previsto nell’area come inaccettabile per la sua collocazione sopra una delle falde acquifere più importanti del Veneto.

Il consigliere ha richiamato anche le valutazioni del geologo Altissimo, secondo cui il progetto non sarebbe compatibile con la presenza della falda che fornisce acqua potabile a una vasta parte della popolazione tra Padovano e Vicentino. Da qui l’appello alla Regione a dare priorità alla tutela dell’acqua e della salute, approvando rapidamente le zone di salvaguardia per impedire l’autorizzazione dell’impianto.

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