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Energia e imprese
19.01.2026 - 16:20
Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto
La transizione energetica è ormai una realtà in tutta Europa, ma per il Veneto il dibattito non può fermarsi ai numeri. È questo il messaggio lanciato da Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, commentando i dati Eurostat sulla crescita dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
Secondo Rucco, infatti, per una regione che rappresenta uno dei principali poli produttivi del Paese, il tema centrale resta il costo dell’energia e la sua stabilità. Manifattura, distretti industriali e piccole e medie imprese, che caratterizzano l’economia veneta, hanno un fabbisogno energetico continuo e in aumento. Un’esigenza che, come emerge dal confronto diretto con aziende e lavoratori sul territorio, si scontra sempre più spesso con bollette elevate e con un sistema fortemente esposto a dinamiche esterne e a forniture provenienti dall’estero.
La transizione, sostiene Rucco, non può essere affrontata in modo rigido o ideologico. Senza energia a prezzi accessibili e con forniture affidabili, avverte, vengono meno la competitività delle imprese, la crescita economica e la tenuta sociale. In questo quadro, il vicepresidente richiama anche le scelte di lungo periodo su cui sta lavorando il Governo, come il ritorno al nucleare, indicato come una possibile leva per rafforzare l’indipendenza energetica nazionale. Allo stesso tempo, però, viene ribadita la necessità di interventi regionali concreti, in grado di dare risposte nel breve periodo.
Energia e ambiente, per Rucco, devono procedere insieme. Le politiche per la tutela ambientale non possono trasformarsi in un freno per il tessuto produttivo veneto. L’esperienza degli ultimi anni, segnata da un’applicazione rigida delle politiche verdi, dimostrerebbe secondo Rucco i rischi di un approccio poco pragmatico, con effetti negativi sulle imprese e sull’occupazione.
Da qui l’indicazione di una strada fatta di soluzioni realistiche: puntare sull’autoproduzione, sviluppare comunità energetiche anche nelle aree industriali, investire nell’efficienza e nelle infrastrutture. Obiettivi che, conclude Rucco, possono permettere al Veneto di portare avanti una transizione capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, competitività economica e maggiore autonomia energetica.
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