Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Attualità

Il Gruppo Szumski – Resistere Veneto al fianco degli agricoltori: opposizione all'accordo UE-Mercosur

Sostegno alla mobilitazione a Rovigo: "Difendere l'agricoltura europea è una priorità per il futuro del nostro Paese"

Il Gruppo Szumski – Resistere Veneto al fianco degli agricoltori: opposizione all'accordo UE-Mercosur

Foto di repertorio

Il Gruppo Szumski – Resistere Veneto ha ribadito il proprio fermo sostegno agli agricoltori italiani e veneti in occasione del presidio che si sta svolgendo in questi giorni a Rovigo, in Piazza Garibaldi, contro l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur. La manifestazione, che si terrà fino a mercoledì 21 gennaio, è un segnale forte contro un'intesa che, secondo gli organizzatori, rischia di compromettere irreversibilmente il futuro dell'agricoltura e delle filiere agroalimentari in Italia.

L'accordo tra l'Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) ha suscitato un ampio dibattito, soprattutto tra i produttori agricoli, che temono un abbassamento degli standard di qualità e sicurezza alimentare in Europa, con conseguenze negative sulle loro attività. In risposta a queste preoccupazioni, i Consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat hanno depositato una mozione in Consiglio Regionale, in cui esprimono la loro netta contrarietà all'accordo e chiedono un impegno maggiore per tutelare i produttori, i consumatori e la qualità delle produzioni agroalimentari italiane.

Le motivazioni alla base della mobilitazione

Il Gruppo Szumski – Resistere Veneto, attraverso questa mobilitazione, sottolinea alcuni punti cruciali. In primis, viene ribadito che "i contadini non sono merce di scambio", e che "i consumatori non devono diventare cavie di esperimenti commerciali" che, secondo i manifestanti, minano la qualità dei prodotti alimentari e la sicurezza delle filiere agricole. L'obiettivo è garantire un maggiore controllo sull'origine dei prodotti alimentari, con l'obbligo di indicare chiaramente l'origine dei prodotti in etichetta. Questo, a parere degli organizzatori, è essenziale affinché i cittadini possano fare scelte consapevoli e per garantire un giusto prezzo ai produttori italiani.

Inoltre, uno degli aspetti centrali della protesta riguarda l'ingresso nel mercato europeo di prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi del Mercosur, che spesso contengono fitofarmaci e sostanze vietate in Europa. Si sottolinea che i controlli sulle merci in entrata sono minimi, interessando appena lo 0,08% delle merci importate, mettendo così a rischio la salute dei cittadini e l'integrità dei prodotti alimentari locali.

Le preoccupazioni per il futuro dell'agricoltura

La sicurezza alimentare, la salute dei cittadini e la dignità del lavoro agricolo sono a rischio”, dichiarano i rappresentanti del Gruppo Szumski – Resistere Veneto. “L'accordo con il Mercosur non è progresso, ma una minaccia concreta per l'agricoltura e per il nostro ambiente. Difendere la produzione agricola significa difendere il nostro territorio e il nostro futuro. Resistere oggi è un dovere verso domani”, aggiungono.

Il presidio a Rovigo rappresenta dunque solo una delle tante iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema e fare pressione su chi prende le decisioni politiche. A fianco degli agricoltori, ci sono anche molti consumatori preoccupati per il futuro delle produzioni agroalimentari italiane, che rischiano di essere messe in difficoltà dall'ingresso di prodotti che non rispettano gli stessi standard di qualità e sicurezza.

Un impegno per il futuro

Il sostegno della Regione Veneto alla protesta è stato sottolineato anche dall'assessore regionale Marco Zecchinato, che ha confermato il pieno appoggio del governo regionale contro l'accordo Mercosur. Inoltre, l'impegno di Riccardo Szumski e Davide Lovat prosegue con la richiesta di maggiore tutela per l'agricoltura e una difesa più forte dei produttori italiani. L'iniziativa a Rovigo si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione contro un accordo che, secondo i manifestanti, potrebbe avere effetti devastanti su un settore così fondamentale per l'economia del nostro Paese.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione