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20.01.2026 - 11:46
Foto di repertorio
Il settore calzaturiero veneto sta vivendo un periodo di difficoltà economica. Nei primi nove mesi del 2025, l'export in valore di calzature e componentistica per calzature ha registrato un calo del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le cinque principali destinazioni, che coprono il 62% dell'export regionale, hanno visto tutti i segni rossi: Francia (-2,9%), Germania (-5,9%), Spagna (-8,6%), Polonia (-21,1%) e USA (-3,4%).
Nonostante la contrazione, che ha avuto un impatto diretto sul numero di imprese attive nel settore, con una diminuzione di 34 aziende e 14 addetti in meno rispetto al 2024, ci sono segnali che lasciano sperare in un rallentamento della crisi. Infatti, il terzo trimestre del 2025 ha mostrato una decisa attenuazione della flessione: la contrazione delle vendite è stata solo dello 0,9%, rispetto alle pesanti perdite registrate nella prima metà dell’anno.
L’analisi dei dati, elaborati dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, evidenzia anche una flessione delle ore di cassa integrazione autorizzate, che hanno registrato un calo del 21,3% rispetto al 2024, scendendo a circa 3,5 milioni di ore. Sebbene il numero resti comunque superiore ai livelli pre-Covid, il dato indica che le difficoltà non sono più così gravi come nei periodi precedenti, nonostante restino elevati i segnali di crisi nel settore.
L'incertezza globale e le difficoltà interne
Nel complesso, il settore calzaturiero italiano sta cercando di resistere alle incertezze del contesto macroeconomico globale. Secondo il presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini, il settore sta cercando di stabilizzarsi, nonostante la continua instabilità causata da fattori geopolitici e da un rallentamento della domanda in Europa e negli Stati Uniti. La flessione tendenziale del fatturato nazionale è stimata al -3,1%, ma il calo sarebbe inferiore rispetto ai primi mesi del 2025, suggerendo che la situazione potrebbe migliorare.
Le imprese italiane stanno cercando di sostenere la propria competitività aumentando la presenza nei mercati emergenti, come il Medio Oriente, che si stanno dimostrando dinamici e più reattivi rispetto ai mercati tradizionali. Tuttavia, le difficoltà strutturali interne, con una contrazione significativa delle imprese e una perdita di occupazione, rimangono un tema cruciale.
L'eccellenza e la resilienza del Made in Italy
Il settore calzaturiero veneto, famoso in tutto il mondo per la sua tradizione artigianale e il suo contributo all’economia regionale, sta dimostrando una resilienza che potrebbe permettere una ripresa nei prossimi anni. Il Made in Italy continua a rappresentare un marchio di qualità e innovazione, capace di sostenere le difficoltà con determinazione, nonostante il contesto economico sfavorevole.
Le imprese venete, pur tra mille difficoltà, stanno cercando di reagire con politiche di adattamento e un’attenzione costante alla qualità e all’innovazione, caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il settore. La speranza è che nel 2026 il settore possa vedere una ripresa, sia in termini di esportazioni che di crescita occupazionale, supportata anche da politiche locali di rilancio dell'industria.
In un periodo incerto, la calzatura resta uno dei simboli dell'industria veneta: è quindi fondamentale per la regione trovare strategie per valorizzare e rilanciare questo comparto, che rappresenta una delle principali voci dell’economia locale e nazionale.
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