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20.01.2026 - 14:44
Maurizio Quaglia, titolare dell’edicola di Piazza Mazzini a Padova
Sveglia alle 4.40 del mattino, chilometri percorsi in bicicletta tra pioggia e freddo, e una giornata lavorativa che inizia molto prima dell’apertura al pubblico: è la routine quotidiana di Maurizio Quaglia, titolare dell’edicola di Piazza Mazzini a Padova. Un’attività che, nonostante la crisi dell'editoria e la progressiva chiusura di altri punti vendita, continua a offrire un servizio essenziale per la comunità.

Le edicole, infatti, sono ben più di semplici negozi di giornali: sono luoghi di incontro, di scambio e di relazione, in particolare per le fasce più anziane della popolazione. «Qui non si viene solo per comprare un quotidiano – racconta Quaglia –, a volte si viene per parlare, per sfogarsi, per confidarsi. È un bisogno che non ha età». Ma dietro questa faccia più familiare e sociale dell’edicola, c’è un lavoro duro e poco visibile che spesso passa inosservato: dalla preparazione dei quotidiani da vendere alla gestione delle rese, fino alla consegna a domicilio che, nel caso di Quaglia, copre una vasta zona della città, raggiungendo circa 150 clienti ogni giorno.

Confesercenti del Veneto centrale, rappresentata da Amalia Guzzon Fenagi, sottolinea che le edicole sono veri e propri presìdi culturali e sociali, che svolgono una funzione pubblica di enorme valore. «Ogni volta che si entra in un’edicola per acquistare un giornale o una rivista, si compie un gesto che fa bene a sé stessi, all’edicolante e al territorio», afferma Guzzon. La lettura su carta, purtroppo, sta diventando un'abitudine sempre più rara, e la crisi del settore si fa sentire con la riduzione dei punti vendita, una gestione sempre più complessa e l’esigenza di adattarsi a nuove forme di vendita.
Le difficoltà pratiche delle edicole sono molteplici. Lo spazio disponibile, infatti, non basta più per offrire tutta l’offerta editoriale che viene richiesta, e le piccole dimensioni degli spazi commerciali rendono difficile continuare a operare in modo efficiente. Maurizio Quaglia, ad esempio, ha avviato una trattativa con il Comune per ampliare la sua edicola, che ormai non basta più nemmeno per contenere gli espositori. «Lavoro quasi all’esterno – spiega –, tra espositori e merce non c’è più posto nemmeno dentro».
Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale, ha confermato che il dialogo con l’amministrazione comunale è già attivo per cercare soluzioni che tengano conto delle esigenze degli edicolanti e della sicurezza urbana. «Le edicole sono cambiate – sottolinea Convento – e hanno ampliato la loro funzione, ma molte operano in spazi non più adeguati. Vogliamo avviare un confronto con l’amministrazione per creare un progetto che permetta alle edicole di continuare a svolgere il loro ruolo di presidio informativo e sociale».
Il problema del calo delle vendite di giornali cartacei, infatti, non è solo legato alla concorrenza del digitale, ma anche alla diminuzione della propensione alla lettura e al cambiamento delle abitudini culturali. «Il problema non riguarda solo il digitale – spiega Quaglia –, la gente legge meno in generale. Bisogna ampliare l’offerta e sapersi adattare».
Confesercenti ribadisce quindi l'importanza di politiche strutturali per sostenere le edicole: dalla semplificazione burocratica, al riconoscimento del valore sociale ed educativo delle attività, fino a incentivi per i servizi di prossimità. «Difendere le edicole significa difendere un pezzo di città viva – conclude Guzzon – fatta di relazioni, informazione e lavoro vero. Se vogliamo che restino aperte e presenti nei quartieri, dobbiamo riconoscerne il valore e sostenerle ogni giorno».
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