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Coldiretti a Strasburgo: "Stop alle importazioni sleali, servono più controlli e reciprocità"

Il presidente di Coldiretti Vicenza, Pietro Guderzo: "La concorrenza sleale minaccia l'agricoltura veneta"

Coldiretti a Strasburgo: "Stop alle importazioni sleali, servono più controlli e reciprocità"

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Coldiretti ha mobilitato oggi una delegazione di oltre mille agricoltori a Strasburgo, per protestare contro le pratiche di concorrenza sleale che stanno mettendo a rischio l'agricoltura europea, in particolare quella veneta, e la salute dei consumatori. La manifestazione è culminata con un corteo che ha attraversato la città, direzione Parlamento Europeo, chiedendo regole uguali per tutti e più controlli alle frontiere.

Pietro Guderzo, presidente di Coldiretti Vicenza, ha dichiarato: "La nostra richiesta è chiara: chi vuole entrare nel mercato europeo deve rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali che vengono imposti alle imprese agricole europee. Senza reciprocità, si colpisce direttamente il reddito degli agricoltori e si tradisce la fiducia dei consumatori".

Secondo Guderzo, senza adeguati controlli alle frontiere, l'agricoltura veneta rischia di essere sopraffatta da prodotti provenienti da paesi che non rispettano gli stessi rigidi standard europei, danneggiando così sia il reddito degli agricoltori che la salute dei cittadini. Attualmente, solo il 3% delle merci importate viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere.

Il corteo ha visto la partecipazione non solo di Coldiretti, ma anche dei colleghi francesi della Fnsea, con il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e il segretario generale, Vincenzo Gesmundo, a guidare la protesta.

Una battaglia contro l'autocrazia e l'ideologia della Commissione Europea

In un intervento decisamente critico verso l'operato della Commissione Europea, Guderzo ha dichiarato che le politiche di Ursula Von der Leyen stanno "uccidendo l’agricoltura europea", mettendo a serio rischio la sovranità alimentare del continente. Coldiretti accusa la Commissione di trasformare l’agricoltura in un "laboratorio ideologico", imponendo regolamenti dannosi per le aziende agricole, senza alcun controllo sulla concorrenza esterna. La protesta ha sottolineato come le politiche commerciali europee stiano favorendo una concorrenza sleale globale, che arriva a minare la sicurezza alimentare dei cittadini.

Un altro punto cruciale sollevato riguarda il negoziato con il Mercosur, che Coldiretti definisce un "accordo suicida" per l'agricoltura europea. "Il trattato consente l’ingresso di prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali adeguati, aprendo la strada ad altri trattati altrettanto dannosi", ha affermato Guderzo.

Le richieste di Coldiretti: trasparenza e protezione dell'agricoltura

Coldiretti ha ribadito la necessità di trasparenza totale sull'origine dei prodotti alimentari, con l'introduzione obbligatoria dell’etichetta di provenienza per tutti i cibi venduti in Europa. L’associazione chiede anche l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione, che secondo Coldiretti rappresenta un inganno per i consumatori, in quanto permette che i prodotti di bassa qualità, importati da paesi con standard inferiori, vengano venduti come se fossero stati trasformati in Europa.

Infine, Guderzo ha concluso facendo appello alla Commissione Europea affinché ripristini un quadro commerciale in grado di difendere i produttori locali e la sovranità alimentare dell'Europa, mentre le politiche attuali, a suo avviso, continuano a danneggiare l’agricoltura europea e il benessere dei cittadini. La mobilitazione, ha dichiarato, continuerà senza sosta finché non ci sarà un cambiamento di rotta.

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