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Tutela ambientale

Inceneritore di fanghi a Loreo, Avs attacca: «Un rischio per il Delta del Po»

I consiglieri regionali Cunegato e Ostanel chiedono alla Regione Veneto di fermare il progetto, garantire trasparenza sull’iter e nominare un nuovo presidente per il Parco del Delta del Po

L'inceneritore di Loreo

L'inceneritore di Loreo

Un impianto giudicato pericoloso, fuori luogo e incompatibile con uno dei territori naturalistici più delicati del Veneto. È una presa di posizione netta quella dei consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato ed Elena Ostanel contro il progetto di inceneritore di fanghi industriali previsto a Loreo, in provincia di Rovigo, nel cuore del Delta del Po.

Secondo Avs, la realizzazione dell’impianto rappresenterebbe una minaccia concreta per un’area che è Parco regionale, riconosciuta dall’Unesco e circondata da zone protette europee. Un contesto ambientale fragile che, spiegano i consiglieri, non può essere esposto a nuovi carichi di inquinamento. Da qui la richiesta alla Regione Veneto di bloccare l’iter autorizzativo e di fare piena chiarezza su un progetto che rischierebbe di trasformare il Polesine in un punto di smaltimento per rifiuti industriali provenienti anche da altre parti del Nord Italia.

Al centro delle preoccupazioni c’è la possibile presenza, nei fanghi da trattare, dei Pfas, già tristemente legati a una delle più gravi emergenze ambientali vissute dal Veneto negli ultimi anni. Secondo Avs, l’idea che l’incenerimento possa risolvere il problema sarebbe fuorviante: la combustione non eliminerebbe queste sostanze, ma potrebbe favorirne la dispersione nell’ambiente, con potenziali conseguenze per la salute pubblica.

Nel mirino finisce anche il doppio ruolo del sindaco di Loreo, che oltre a guidare il Comune è presidente del Parco del Delta del Po. Un incarico che, ricordano i consiglieri regionali, dipende dalla nomina della Regione. L’aver espresso parere favorevole all’impianto anche come presidente del Parco viene definito un grave conflitto istituzionale, tanto che due Comuni del Delta hanno già chiesto ufficialmente alla Regione di individuare una nuova guida per l’ente.

Per Avs, la credibilità stessa del Parco e la sua funzione di tutela risultano oggi indebolite. Da qui l’interrogazione presentata in Consiglio regionale per chiedere al presidente della Regione Stefani di fermare la procedura, ascoltare le richieste dei Comuni del Delta e avviare un vero confronto pubblico con cittadini e amministratori locali.

I consiglieri richiamano infine un precedente recente: lo stop regionale all’inceneritore proposto a Porto Marghera, deciso dopo le valutazioni critiche degli esperti sanitari. «Il Veneto ha già pagato un prezzo altissimo sul fronte dell’inquinamento – sottolineano – e non può permettersi di mettere a rischio un patrimonio ambientale unico come il Delta del Po».

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