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21.01.2026 - 09:09
Foto di repertorio
La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di novità pensate per rafforzare il sostegno alle famiglie con figli, intervenendo sia sulle agevolazioni economiche sia sulle misure di conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Sul fronte dell’ISEE, il cambiamento più significativo riguarda l’abitazione principale: il valore dell’immobile di proprietà in cui risiede la famiglia viene ora escluso dal calcolo fino a 91.500 euro, rispetto ai precedenti 52.500 euro. Per i residenti nei capoluoghi delle città metropolitane la soglia sale a 120.000 euro. La franchigia aumenta di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo, con un beneficio che si applica già a partire dal secondo figlio. La scala di equivalenza è stata aggiornata con maggiorazioni più consistenti: 0,10 per due figli, 0,25 per tre, 0,40 per quattro e 0,55 per cinque o più figli. Queste modifiche influenzano il calcolo di assegni di inclusione e supporti per formazione e lavoro.
Per quanto riguarda i bonus familiari, il contributo una tantum per nascita o adozione resta di 1.000 euro e viene calcolato secondo le nuove regole ISEE. Il bonus nido viene esteso anche a micro nidi, sezioni primavera e altri servizi educativi autorizzati, comprese alcune forme di educazione domiciliare, con importi variabili da 1.500 a 3.000 euro in base all’ISEE. Il beneficio per le madri lavoratrici sale a 60 euro mensili, esenti da imposte, e si applica a chi ha almeno due figli con il più giovane sotto i 10 anni, o tre figli con il più giovane sotto i 18, entro un limite di reddito annuo di 40.000 euro.
La legge di Bilancio introduce inoltre misure mirate per favorire l’occupazione femminile e la flessibilità lavorativa. I datori di lavoro privati che assumono donne madri di almeno tre figli minorenni, disoccupate da almeno sei mesi, possono beneficiare di un esonero contributivo fino a 8.000 euro annui, calcolato su base mensile e con durata variabile in base al tipo di contratto. Ai lavoratori con almeno tre figli conviventi è garantita priorità nella trasformazione del rapporto da tempo pieno a parziale, con riduzione minima del 40% dell’orario e un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per 24 mesi.
Novità anche per congedi e permessi: viene esteso da 12 a 14 anni il limite di età entro cui è possibile richiedere il congedo parentale e raddoppiati i giorni di assenza per malattia dei figli, ora 10 lavorativi annui per ciascun figlio tra i 3 e i 14 anni. Viene inoltre agevolato il rientro graduale da maternità e paternità, consentendo il prolungamento dei contratti a termine di sostituzione per affiancamento.
Secondo il Governo, queste misure intendono sostenere concretamente le famiglie italiane, incentivare la natalità e promuovere una maggiore conciliazione tra lavoro e responsabilità genitoriali, intervenendo su reddito, servizi educativi e flessibilità lavorativa.
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