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Il modello ligneo della Cappella degli Scrovegni torna a casa: Padova lo riceve in comodato d’uso

Dopo decenni di viaggi in Italia e nel mondo, la riproduzione in scala della celebre cappella di Giotto diventa strumento didattico e culturale per cittadini, studenti e visitatori

Il modello ligneo della Cappella degli Scrovegni torna a casa: Padova lo riceve in comodato d’uso

Le immagini sul posto

Padova si prepara a custodire un pezzo di storia e di arte in miniatura: il modello ligneo della Cappella degli Scrovegni, realizzato in scala 1:4, è stato ufficialmente consegnato al Comune dalla Provincia di Padova con un comodato d’uso gratuito della durata di nove anni. L’opera, che riproduce fedelmente i celebri affreschi di Giotto dipinti tra il 1303 e il 1305, è attualmente smontata e custodita in cinque grandi casse di legno, pronta per essere valorizzata a fini culturali e didattici.

Il modello, che ha già girato il mondo in diverse esposizioni tra Italia, Europa, America Latina e Nord America, rappresenta una sorta di ambasciatore dell’arte padovana. Negli anni ’90 e primi anni 2000 è stato allestito a Madrid, Berlino, Santiago del Cile, Mosca, Montreal, Buenos Aires, Rio de Janeiro e in molte altre città, suscitando grande interesse e contribuendo alla promozione turistica e culturale del territorio.

Realizzato nei primi anni ’90 per celebrare il 650° anniversario della morte di Giotto, il modello è lungo circa sei metri, largo 2,7 e alto 3,75, con struttura portante metallica, pedane lignee e pannelli esterni in legno. All’interno ospita riproduzioni fotografiche del ciclo completo degli affreschi, inclusa la celeberrima volta, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare la cappella in miniatura.

«Il modello rappresenta un’occasione preziosa per diffondere conoscenza e cultura tra cittadini, studenti e turisti», spiega Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova con delega al Patrimonio. «Negli ultimi anni non era più stato utilizzato per i costi elevati e per l’arrivo delle nuove tecnologie, ma grazie alla collaborazione con il Comune possiamo farlo tornare in circolo e valorizzarlo come strumento educativo».

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