Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Tutela ambientale

Caso Silva a Montecchio Precalcino: il rischio sull’acqua potabile scuote il Vicentino

I consiglieri del Pd Dalla Pozza, Luisetto e Micalizzi denunciano ritardi e mancanza di responsabilità da parte della Regione, chiedendo tutele immediate per i pozzi di Padova e Vicenza

Foto dal sito di Andrea Zanoni

Foto dal sito di Andrea Zanoni

Preoccupazione crescente per la sicurezza dell’acqua potabile nel Vicentino: il progetto dell’impianto Silva a Montecchio Precalcino continua a suscitare polemiche, con la Regione accusata di rimandare le decisioni e di non ascoltare le istanze dei sindaci locali.

A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Dalla Pozza, Chiara Luisetto e Andrea Micalizzi. «Non si tratta di un semplice progetto industriale, ma della salute dei cittadini e della sicurezza dell’acqua che beviamo ogni giorno», affermano.

Il nodo principale riguarda l’approvazione delle aree di salvaguardia: Luisetto spiega che da mesi il Pd segue la vicenda con comitati, consiglieri comunali ed enti locali, e che la scorsa settimana è stata depositata nuovamente una mozione per chiedere tempi certi. «La Regione parla di una conclusione entro aprile: questo deve essere un termine perentorio, non una semplice ipotesi», sottolinea.

Dalla Pozza contesta i tempi fissati: «Mentre la Commissione VIA della Provincia di Vicenza deve esprimersi sull’ampliamento entro fine gennaio, le aree di protezione vengono rinviate a primavera. Così si permette di fatto che l’ampliamento proceda senza le necessarie tutele. È un gioco politico che non possiamo accettare».

Micalizzi aggiunge un’altra criticità: «L’acqua estratta dai pozzi serve sia il Vicentino che il Padovano, ma Padova, proprietaria di alcuni dei pozzi, non è stata coinvolta nella valutazione ambientale. È un vizio grave e inaccettabile, soprattutto in piena crisi idrica».

I tre consiglieri concludono chiedendo alla Regione di fermare la procedura in corso e di avviarne una nuova che coinvolga tutti i comuni e gli enti interessati, garantendo la tutela della falda prima di qualsiasi ampliamento. «Non si possono fare rinvii quando è in gioco l’acqua di interi territori», affermano.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione