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Export veneto
23.01.2026 - 15:19
Confartigianato Imprese Veneto
Il Mercosur resta oggi una destinazione di nicchia per le esportazioni del Veneto, ma il suo peso strategico cresce, soprattutto per la metalmeccanica e per tutto il sistema manifatturiero regionale. Attualmente solo lo 0,9% delle vendite all’estero delle imprese venete è diretto verso i Paesi sudamericani dell’area, una quota che nell’ultimo anno ha registrato una flessione dell’1,8%, un calo più marcato rispetto alla media dell’export veneto verso il resto del mondo.
Dietro a questi numeri contenuti, però, emergono segnali che interessano da vicino l’economia del territorio. Le esportazioni verso il Mercosur sono infatti concentrate nei settori a maggiore contenuto industriale, da sempre punti di forza del Veneto. Quasi la metà riguarda macchinari e impianti, con un valore che supera i 311 milioni di euro. Seguono i prodotti chimici e le apparecchiature elettriche, mentre altre lavorazioni mostrano andamenti particolarmente dinamici.
Nell’ultimo anno, ad esempio, le vendite di macchinari sono cresciute di oltre il 4%, mentre i prodotti in metallo hanno segnato un vero balzo in avanti, con un aumento vicino al 48%. Bene anche il comparto alimentare, che registra una crescita a doppia cifra. Dati che confermano come il Mercosur sia già oggi uno sbocco importante per alcune filiere venete, nonostante la presenza di dazi e ostacoli commerciali che rendono più difficile l’accesso a questi mercati.
Guardando ai singoli Paesi, è il Brasile a fare la parte del leone: da solo assorbe circa il 69% dell’export veneto diretto nell’area Mercosur, confermandosi il principale partner commerciale per le imprese della regione.
«La situazione va sbloccata – sottolinea Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – perché, anche se parliamo ancora di una fetta limitata del nostro export, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur è una scelta strategica, soprattutto per i settori oggi più penalizzati dai dazi». In un contesto internazionale segnato da tensioni e protezionismi, dalla pressione delle importazioni asiatiche e dall’incertezza geopolitica, per le imprese venete diventa sempre più importante diversificare i mercati di riferimento. «Il Mercosur – aggiunge Boschetto – è composto da Paesi in forte evoluzione, dove ci sono aziende che aspettano i nostri prodotti».
Un’opportunità che riguarda da vicino anche il mondo dell’artigianato, pilastro dell’economia veneta. Come ricorda Nerio Dalla Vecchia, presidente della Federazione Metalmeccanica di Confartigianato, molte imprese artigiane non esportano direttamente, ma lavorano all’interno delle filiere della metalmeccanica e della meccanica strumentale. «Uno sblocco dell’accordo – spiega – potrebbe portare benefici lungo tutta la catena produttiva, rafforzando competitività, investimenti e occupazione».
Secondo Dalla Vecchia, nei mercati del Mercosur c’è una domanda crescente di prodotti di qualità, spesso più vicini alla dimensione artigianale che a quella della produzione di massa. «Sono mercati alla portata degli artigiani – conclude – proprio perché si tratta di Paesi in evoluzione. Capire queste opportunità è fondamentale, come dimostra anche l’interesse che altre aree del mondo stanno mostrando verso le imprese venete».
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