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Sicurezza sul lavoro
24.01.2026 - 16:15
Il presidente di CNA Mandamento di Treviso, Stefano Camarotto
Tra gli imprenditori trevigiani cresce la richiesta di condizioni che consentano di lavorare senza ostacoli. Una richiesta che, secondo CNA Mandamento di Treviso, va oltre il tradizionale dibattito sull’ordine pubblico e riguarda la capacità concreta di imprese, lavoratori e residenti di muoversi e operare in città in modo sereno. Per l’associazione, la sicurezza deve uscire dalla contrapposizione ideologica ed essere riconosciuta come uno dei fattori strutturali della competitività urbana.
Il confronto politico si concentra spesso su norme, controlli, giustizia e presenza delle forze dell’ordine, mentre gli enti locali puntano su prevenzione sociale, illuminazione, scuola e riqualificazione degli spazi. Nel mezzo c’è la realtà quotidiana delle imprese artigiane, delle microimprese, del commercio e dei servizi, che costituiscono una parte essenziale del tessuto economico e che più di altre vivono l’impatto della mancanza di sicurezza.
Per CNA la sicurezza non rappresenta un costo, ma una vera infrastruttura immateriale capace di favorire lavoro e investimenti. Dove è percepita, le attività si aprono e si sviluppano. Dove invece manca, aumentano le chiusure, si riducono gli orari e si rinuncia ad assumere.
Da qui la proposta: includere la sicurezza nella pianificazione integrata dei Comuni come indicatore di attrattività e prerequisito per lo sviluppo economico. L’associazione invita le amministrazioni a coinvolgere imprese e categorie nella definizione dei piani di sicurezza urbana, lavorando su strumenti condivisi e su dati affidabili.
In quest’ottica, CNA propone l’attivazione di tavoli permanenti nelle aree più critiche, la costruzione di mappe dei rischi nei quartieri e nelle zone produttive, interventi mirati di riqualificazione lungo le strade commerciali e artigiane, insieme a incentivi per la videosorveglianza e forme di presidio leggero. Suggerisce inoltre l’introduzione di veri indicatori di sicurezza urbana da inserire nei piani comunali: tassi di chiusura delle attività, tempi di intervento, livello di sfitto, qualità dell’illuminazione e stato dei servizi urbani.
Il presidente di CNA Mandamento di Treviso, Stefano Camarotto, evidenzia: «La sicurezza è diventata un tema che incide direttamente sulla vita delle imprese. Quando gli spazi urbani non sono percepiti come sicuri, le persone li frequentano meno, i negozi lavorano meno e il territorio perde vitalità. Le imprese non chiedono privilegi, ma condizioni che permettano di lavorare e investire. Per questo serve un confronto serio con i Comuni. Vogliamo territori che funzionino, che tengano e che diano fiducia a chi fa impresa, a chi lavora e a chi vive la città ogni giorno».
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