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Veneto tra le regioni leader in Italia per Società Benefit

Oltre 500 imprese, pari al 10% del totale nazionale, guidano l’innovazione responsabile

Veneto tra le regioni leader in Italia per Società Benefit

Foto di repertorio

Il Veneto si conferma una delle regioni più attive nel panorama delle Società Benefit, collocandosi al terzo posto in Italia con 536 imprese, pari al 10,1% del totale nazionale. A guidare la classifica provinciale sono Vicenza (131), Treviso (118) e Padova (112), territori caratterizzati da distretti produttivi dinamici e fortemente orientati alla competitività internazionale.

Il dato regionale si inserisce in un contesto nazionale in crescita: al 30 settembre 2025 le Società Benefit italiane erano 5.309, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente e un valore della produzione aggregato di 67,8 miliardi di euro.

A emergere dalla Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, condotta da NATIVA (Research Department di Intesa Sanpaolo) insieme a InfoCamere, Università di Padova, Camera di commercio Brindisi-Taranto e Assobenefit, è il ruolo sempre più strategico di queste imprese come motore di innovazione e responsabilità sociale. Il 20% delle Benefit investe oltre il 5% del fatturato in iniziative sociali e ambientali, rispetto al 6% delle imprese non-benefit, mentre quasi la metà integra sistematicamente valutazioni di impatto sociale e ambientale nei processi decisionali.

Il modello Benefit porta benefici concreti anche all’interno delle organizzazioni: tre aziende su quattro segnalano feedback positivi dai dipendenti, con un maggiore senso di appartenenza e miglioramento del clima lavorativo. L’impegno verso la comunità e i clienti si riflette in apprezzamenti da associazioni non profit (73%), clienti (72%) e comunità locali (71%).

Particolare attenzione viene riservata alla filiera: il 22% delle Benefit seleziona fornitori secondo criteri di sostenibilità, contro il 10% delle non-benefit. Tra le sfide principali emerge proprio il coinvolgimento della supply chain (29%), mentre le imprese indicano come leve efficaci per accelerare la diffusione del modello incentivi fiscali (81%) e premialità nei bandi pubblici (64%).

Analizzando gli statuti di 4.110 Società Benefit, sono state identificate quasi 24.000 finalità specifiche di beneficio comune, con una media di 5,8 per impresa. Le priorità principali riguardano diritti umani e relazioni con la comunità (26,8%), inclusione delle persone (19,2%) e diffusione del modello Benefit (7%). Le finalità sociali rappresentano complessivamente il 55%, seguite da quelle ambientali (29%) e di governance (16%).

Tra le novità della ricerca, lo studio della coerenza tra gli impegni statutari e le Relazioni di Impatto: nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni esaminate, l’85% delle azioni censite ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Dal censimento è emersa anche una mappa di oltre 130 temi di impatto, raccolti nel primo Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit, pensato come strumento operativo per sostenere la crescita del modello in Italia.

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