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Olimpiadi 2026, taxi e NCC veneti sotto pressione: Montanariello denuncia il rischio di favorire Uber

Il consigliere Pd solleva dubbi sulla gestione dei servizi di mobilità: “Gli operatori locali penalizzati a vantaggio delle piattaforme straniere”

Olimpiadi 2026, taxi e NCC veneti sotto pressione: Montanariello denuncia il rischio di favorire Uber

Foto di repertorio

L’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 accende un nuovo fronte di polemica in Veneto. Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Partito Democratico, ha sollevato preoccupazioni riguardo al modello di gestione dei servizi di trasporto, che rischierebbe di costringere taxi e NCC locali a operare tramite piattaforme multinazionali come Uber.

Secondo Montanariello, la strategia attualmente ipotizzata "non tutela il tessuto economico locale e potrebbe violare due principi fondamentali: il superamento dei criteri territoriali per l’operatività degli NCC e la trasformazione dei servizi su chiamata in servizi di piazza, in contrasto con la normativa vigente".

Il consigliere sottolinea che l’obbligo di passare attraverso piattaforme estere sottrae valore economico al territorio, riducendo autonomia e redditività degli operatori locali. "Così le Olimpiadi rischiano di diventare un’occasione persa per l’economia veneta e un vantaggio ingiustificato per multinazionali straniere", afferma Montanariello.

Con un’interrogazione già depositata in Consiglio regionale, il consigliere chiede alla Giunta chiarimenti sugli accordi sottoscritti, le deroghe normative previste e le garanzie concrete a tutela delle imprese venete. "Le Olimpiadi devono essere un’opportunità per il Veneto, non un regalo alle multinazionali", conclude Montanariello.

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