Un riconoscimento storico che diventa proposta politica e visione di sistema. È già incardinata in Commissione Industria del Senato e approderà in Aula ad aprile la proposta di legge “Calalzo città del Made in Italy”, promossa dal senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo e Produzione Agroalimentare. L’obiettivo è istituire una rete nazionale delle “città madri” del Made in Italy, accomunate da una tradizione produttiva che ha contribuito a costruire l’identità industriale e artigianale del Paese.
Il disegno di legge prende le mosse da una scoperta storica di rilievo: secondo le ricerche dello storico Massimo Orlandini, risale al 1897 la prima marchiatura “Made in Italy”, apposta sugli occhiali prodotti dalla ditta C.E. Ferrari di Calalzo di Cadore. Un primato che oggi diventa il fondamento per il riconoscimento ufficiale del comune bellunese come “città madre” del Made in Italy.
«Da questa straordinaria scoperta nasce una proposta che non si limita a celebrare Calalzo di Cadore – ha spiegato De Carlo – ma che apre la strada a una rete di realtà territoriali legate a marchi e produzioni storicamente italiane. Una rete che potrà accedere a specifiche misure di valorizzazione, culturale ed economica».
La proposta è stata presentata nel corso di una conferenza stampa in Senato, alla presenza dello stesso Orlandini e del sindaco di Calalzo di Cadore, Luca Fanton. Un momento che ha sottolineato il legame tra ricerca storica, istituzioni e territorio.
Nel corso dell’incontro, De Carlo ha inoltre ringraziato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per una lettera di sostegno all’iniziativa. Nella missiva, il ministro riconosce Calalzo «come simbolo di tutte le realtà che hanno contribuito a costruire la nostra identità», evidenziando le potenziali ricadute turistiche e culturali del progetto. Tra le azioni previste: campagne di comunicazione, attività museali, percorsi tematici e francobolli celebrativi, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria del saper fare italiano.
«È anche un ulteriore riconoscimento – ha concluso De Carlo – del ruolo che il Cadore ha sempre avuto come laboratorio d’avanguardia per l’impresa, grazie a un’eccellenza, quella dell’occhialeria, che ancora oggi ci rende unici nel mondo». Un passato che guarda al futuro, trasformando la storia industriale in leva di sviluppo e identità nazionale.