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01.02.2026 - 11:31
Foto di repertorio
La Regione del Veneto accelera sul potenziamento della viabilità di accesso al litorale veneziano. È stata infatti avviata, tramite Veneto Strade, la procedura di gara per l’affidamento dei servizi di progettazione del raddoppio di via Roma Destra, la cosiddetta “Jesolana”, nel tratto compreso tra la rotatoria Picchi e il ponte sul fiume Sile, nei territori comunali di Jesolo e Cavallino Treporti.
L’intervento, lungo complessivamente 4,8 chilometri, rappresenta uno dei tasselli chiave di una strategia infrastrutturale più ampia, pensata per migliorare l’accessibilità a uno dei principali poli turistici del Veneto. A sottolinearne il valore strategico è l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Zecchinato, che parla di un’opera capace di incidere concretamente sulla qualità dei collegamenti verso la costa. La progettazione consentirà di definire nei dettagli un’infrastruttura dal valore stimato di circa 73 milioni di euro, con i costi della fase progettuale interamente coperti dalla Regione, primo passo verso il successivo reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione.
L’obiettivo dichiarato è la riduzione delle criticità di uno dei nodi più congestionati della viabilità litoranea, con benefici in termini di sicurezza, fluidità del traffico e tempi di percorrenza, a vantaggio sia dei residenti sia dei flussi turistici e dei lavoratori stagionali.
Il raddoppio della SP 42 si inserisce in un contesto infrastrutturale già segnato da interventi rilevanti, come ricorda Elisa De Berti, consigliere regionale delegato alle infrastrutture. Tra questi figurano il potenziamento delle uscite del casello di San Donà–Noventa, legato all’ampliamento alla terza corsia dell’A4, i lavori ANAS per lo scavalco della rotatoria di Calvecchia sulla Statale 14 e il completamento della Variante di Caposile. A questi si aggiungono gli avanzamenti autorizzativi della Via del Mare e il completamento della Tangenziale Nord di Jesolo verso Piazza Milano, opera già finanziata dalla Regione con oltre 50 milioni di euro e con cantieri previsti a partire dal 2027.
De Berti rivendica inoltre il metodo che ha portato alla definizione dell’intervento: un percorso di confronto prolungato con i territori, i Comuni e la Città Metropolitana, volto a coniugare le esigenze reali dei cittadini con la concreta fattibilità delle opere. Una scelta condivisa, e non calata dall’alto, che punta a soluzioni sostenibili e durature.
Dal punto di vista tecnico, la gara riguarda la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE), con opzione per il progetto esecutivo. Il lavoro comprenderà indagini, rilievi, studio di impatto ambientale e coordinamento della sicurezza, secondo gli standard BIM e nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi. Il tracciato sarà classificato come strada urbana di scorrimento, con due corsie per senso di marcia, l’adeguamento di tre rotatorie strategiche e la realizzazione di una passerella ciclabile sul ponte del Sile, integrando mobilità veicolare e ciclabile.
Per Zecchinato, il tema dell’accessibilità al litorale non può più essere affrontato con interventi isolati: serve una visione complessiva, capace di migliorare la sicurezza stradale, ridurre i tempi di viaggio e rendere più efficiente l’accoglienza turistica. Una linea condivisa da De Berti, che conclude sottolineando come le infrastrutture efficaci nascano da studio, concertazione e coperture finanziarie certe: «È così – afferma – che si costruiscono opere davvero utili al territorio».
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