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01.02.2026 - 06:00
Foto di repertorio
Una locomotiva economica agganciata a binari del passato. È il paradosso dell’Alto Vicentino, dove uno dei distretti industriali più performanti del Paese continua a viaggiare su una tratta ferroviaria ottocentesca. Il tema è approdato al Consiglio Provinciale di Vicenza, che nella seduta del 26 gennaio ha votato all’unanimità un ordine del giorno per sollecitare Governo e Regione Veneto a intervenire con urgenza sull’asse Vicenza-Schio.
Il documento, firmato dai capigruppo Filippo Negro (Civici), Renzo Marangon (Forza Italia), Moreno Marsetti (Lega) e Davide Berton (Fratelli d’Italia), punta a sbloccare il dossier che da decenni resta sospeso tra progettazioni annunciate e fondi mancanti. A illustrare la proposta è stato lo stesso Berton, consigliere provinciale delegato alla viabilità del quadrante nord-est.
La tratta, già inserita da Legambiente nel Rapporto Pendolaria tra le dieci peggiori d’Italia, presenta criticità note: assenza di elettrificazione, utilizzo di convogli diesel, binario unico, venticinque passaggi a livello (sei privati) e frequenti congestioni in fasce orarie di punta per studenti e lavoratori. Nel 2023 la Regione Veneto aveva quantificato in 75 milioni di euro il fabbisogno per l’elettrificazione, risorse che ad oggi non risultano pienamente disponibili.
“L’unanimità del voto dimostra che il territorio ha esaurito la pazienza”, ha dichiarato il presidente della Provincia, Andrea Nardin. “Non chiediamo solo maggiore velocità, ma il diritto a una mobilità sostenibile. L’Alto Vicentino è un motore industriale nazionale: è impensabile che una zona così produttiva sia servita da un’infrastruttura fuori dal tempo. È ora di passare dalla gomma al ferro, costruendo una moderna metropolitana di superficie”.
Oltre alla dimensione economica, il fascicolo ha una forte componente ambientale: senza elettrificazione non è possibile ridurre le emissioni né integrare la linea con la futura rete ferroviaria metropolitana veneta. Il Consiglio chiede dunque un cambio di passo e un cronoprogramma effettivo per la progettazione e l’avvio dei lavori, compresa la soppressione dei passaggi a livello più problematici.
Con l’approvazione dell’ordine del giorno, la Provincia si impegna formalmente a sollecitare Governo, Parlamento, Regione Veneto e Comuni per un’azione istituzionale coordinata.
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