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Ex Safond, Nardin rassicura: “Tuteleremo l’ambiente con il massimo rigore”

In Consiglio Provinciale il presidente fa il punto sul progetto di trattamento rifiuti a Montecchio Precalcino: “La risorsa idrica non è negoziabile”

Ex Safond, Nardin rassicura: “Tuteleremo l’ambiente con il massimo rigore”

Foto di repertorio

La Provincia di Vicenza interviene nel dibattito sul futuro dell’area ex Safond a Montecchio Precalcino, dove è allo studio la realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il trattamento dei rifiuti. Il tema è approdato in Consiglio Provinciale tramite una domanda di attualità firmata dai consiglieri di minoranza, a cui il presidente Andrea Nardin ha risposto garantendo massima cautela e trasparenza.

In aula erano presenti rappresentanti del comitato “Tuteliamo la Salute” e di altre realtà locali impegnate nella difesa dell’ambiente, realtà che Nardin ha già incontrato nei mesi scorsi per ascoltarne le preoccupazioni.

“Questa Provincia ha dimostrato con i fatti attenzione alla tutela ambientale” ha ricordato il presidente, citando l’impegno sul caso Miteni e il sostegno alle Mamme no Pfas nel procedimento penale concluso con la condanna dei responsabili. “Lo stesso rigore lo applichiamo oggi sull’ex Safond. L’acqua e l’ambiente non sono oggetto di trattativa, e il confronto con comitati e istituzioni serve proprio a mantenere alta l’attenzione”.

Sulla procedura è intervenuto anche il consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Filippo Negro, sottolineando la competenza degli uffici tecnici e del comitato Via: “L’obiettivo è la tutela del corpo idrico e la sicurezza ambientale. È il cuore del nostro lavoro”.

Sul piano operativo, il dirigente dell’Area Tecnica, ing. Filippo Squarcina, ha chiarito che non è stata ancora fissata la data della prossima Conferenza dei Servizi. In questi giorni è arrivata dall’azienda proponente l’integrazione tecnica richiesta a dicembre, documentazione che sarà trasmessa al Comune di Montecchio Precalcino per le valutazioni del caso.

La Provincia sta inoltre verificando con i propri legali le eventuali implicazioni di una sospensione dell’iter, ipotesi legata anche alla definizione da parte della Regione Veneto delle aree di salvaguardia dei pozzi idropotabili. L’obiettivo, ha precisato Squarcina, è assicurare che ogni scelta sia motivata e blindata dal punto di vista giuridico.

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