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Arte
28.01.2026 - 11:45
Alberto Biasi
Dinamismo, percezione e partecipazione dello spettatore restano il cuore pulsante della ricerca artistica di Alberto Biasi, protagonista assoluto della Neoavanguardia italiana. A lui è dedicata la mostra “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea”, in programma dal 6 febbraio al 12 aprile a Sacile (Pordenone), negli spazi storici di Palazzo Regazzoni, promossa dal Comune e dallo Studio d’Arte GR in collaborazione con l’Archivio Storico degli Artisti Veneti. La rassegna è curata da Stefano Cecchetto e Giovanni Granzotto.
Il percorso espositivo ruota attorno a una ventina di opere cinetiche che raccontano la poetica di Biasi, fondatore del Gruppo N, attivo a Padova tra il 1960 e il 1966. L’artista ha fatto del movimento e dell’interazione con il pubblico il fulcro del proprio linguaggio: osservare un suo lavoro significa vederlo trasformarsi, mutare forme e colori a seconda del punto di vista, rendendo chi guarda parte integrante dell’opera.
La mostra friulana, inserita nel circuito culturale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, dialoga con il tema del dinamismo anche attraverso una selezione di opere di grandi nomi dell’arte Optical e cinetica internazionale. Accanto a Biasi trovano spazio lavori di Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani, oltre a Jorrit Tornquist, Umberto Mariani, Claudio Rotta Loria e Josef Albers, maestro dell’Astrattismo geometrico.
Nato a Padova nel 1937, Alberto Biasi può vantare una carriera lunga 66 anni, segnata da esposizioni nei principali musei e gallerie d’arte del mondo. Un percorso che non accenna a rallentare. «Dopo Sacile – racconta l’artista – a fine maggio inaugurerò una personale a Palazzo Reale di Napoli, mentre tra agosto 2026 e gennaio 2027 parteciperò a una collettiva al Museo Casa Rusca di Locarno, con alcune opere storiche provenienti dal mio archivio e dalla Galleria Allegra Ravizza».
Nel frattempo, una sua installazione storica, Luce di prismi, è esposta fino al 10 maggio 2026 alle OGR di Torino all’interno della mostra Electric Dreams. Art & Technology Before the Internet, organizzata dalla Tate Modern di Londra in collaborazione con OGR Torino.
Biasi affronta con ironia anche gli errori che lo hanno dato più volte per “scomparso”: «A Londra – racconta sorridendo – accanto a un mio lavoro avevano scritto che ero morto nel 2016. È la seconda volta che succede. In fondo mi porta fortuna: così mi allungano la vita». Un gioco con il tempo e con l’identità che l’artista coltiva da sempre, fin dagli esordi, quando nella biografia della sua prima mostra scrisse: “Nato nel 1937, vive ancora”. Una frase che oggi suona più attuale che mai.
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