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Commercio internazionale
28.01.2026 - 16:09
Matteo Zoppas
«L’Accordo UE-India segna un concreto successo della diplomazia europea e italiana», afferma Matteo Zoppas, presidente di ICE, sottolineando come l’intesa si inserisca in un contesto economico globale sempre più incerto. «Si tratta di un ulteriore passo strategico per gli scambi commerciali dei Paesi dell’Unione, permettendo di aprire nuovi mercati e aumentare i flussi commerciali».
Zoppas evidenzia l’importanza economica dell’accordo: le due aree insieme contano circa 2 miliardi di persone e rappresentano un quarto del PIL mondiale. Nei primi 11 mesi dell’anno, l’export del Made in Italy in India ha raggiunto 5 miliardi di euro, con un aumento del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il settore dei macchinari e delle apparecchiature si conferma un punto di forza, con oltre 1,8 miliardi di euro esportati.
«Il negoziato commerciale mira a rimuovere barriere tariffarie e non tariffarie, facilitando gli scambi di beni e servizi, in particolare per le piccole e medie imprese, e promuovendo uno sviluppo sostenibile», spiega Zoppas. Secondo la Commissione Europea, l’accordo eliminerà o ridurrà i dazi sul 96,6% delle esportazioni UE verso l’India, con un risparmio annuo stimato di oltre 4 miliardi di euro e un possibile raddoppio del valore dell’export entro il 2032.
Le principali riduzioni tariffarie riguarderanno veicoli a motore (da 110% a 10%), macchinari elettrici (da 44% a zero), apparecchiature ottiche e medicali (da 27,5% a zero), chimica (da 22% verso l’azzeramento), farmaceutica (eliminazione progressiva da aliquote dell’11%) e ferro e acciaio (azzeramento completo).
«Resta da verificare l’impatto sul sistema delle imposte locali sul vino», conclude Zoppas, «che combinate ai dazi possono far lievitare i prezzi fino al 150%, rendendo difficile l’accesso delle aziende italiane, comprese quelle del Veneto, al mercato indiano».
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