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29.01.2026 - 10:35
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Coldiretti torna a sollevare l’allarme sul cosiddetto “inganno del Made in Italy”. In occasione di una mobilitazione che ha visto la partecipazione di quasi 3 mila soci agricoltori al Palageox di Padova, il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, hanno chiesto modifiche urgenti al codice doganale europeo.
Secondo Coldiretti, l’attuale normativa sull’ultima trasformazione sostanziale penalizza le imprese agricole italiane, comprimendo redditi e opportunità di export, e permette ai prodotti stranieri di essere spacciati per italiani sui mercati comunitari, ingannando i consumatori.
Per illustrare il problema, è stata allestita la mostra “Gli inganni del codice doganale”, che evidenzia come prodotti extra Ue, spesso di qualità inferiore, possano ottenere l’etichetta Made in Italy con lavorazioni minime. Esempi concreti: petti di pollo sudamericani panati o trasformati in crocchette, cosce di maiale olandesi o danesi salate e stagionate per diventare prosciutti tricolore, ortofrutta trasformata in sottolio o succhi venduti come italiani. Anche la mozzarella, prodotta con latte estero o cagliata ucraina, o la pasta fatta con grano canadese trattato con glifosato, può essere commercializzata come Made in Italy.
Un fenomeno che si aggiunge ai falsi prodotti italiani all’estero, che secondo stime recenti hanno raggiunto quota 120 miliardi di euro, colpendo specialità tricolori e denominazioni di origine protetta. Tra i prodotti più falsificati ci sono formaggi, tra cui Grana Padano, Provolone e Asiago, salumi, extravergine di oliva, conserve e ortofrutta.
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