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Psilocibina a basse dosi: uno studio Padova-Milano apre la strada a nuovi trattamenti metabolici senza effetti psichedelici

La ricerca preclinica evidenzia miglioramenti in obesità, diabete di tipo 2 e MASLD grazie a un’azione periferica sul fegato e sui muscoli

Psilocibina a basse dosi: uno studio Padova-Milano apre la strada a nuovi trattamenti metabolici senza effetti psichedelici

Foto di repertorio

Uno studio coordinato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista Pharmacological Research, mostra che la somministrazione cronica di dosi molto basse e non psichedeliche di psilocibina produce significativi benefici metabolici, senza effetti sul sistema nervoso centrale.

La ricerca, condotta in modelli preclinici di obesità, diabete di tipo 2 e steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), ha evidenziato una riduzione dell’aumento ponderale, un miglioramento della sensibilità insulinica, la normalizzazione della glicemia e una regressione della steatosi epatica. Tali effetti si sono manifestati senza modifiche nell’assunzione di cibo.

Le analisi molecolari hanno evidenziato una quasi completa normalizzazione del metabolismo epatico, con riduzione dei grassi “tossici” e riattivazione dei meccanismi che permettono all’insulina di funzionare correttamente. Oltre al fegato, la psilocibina ha preservato la funzione muscolare, contrastando la perdita di performance tipica dell’obesità, tramite un ripristino della sensibilità alla leptina.

«Questi dati dimostrano che il potenziale terapeutico della psilocibina non dipende dall’esperienza psichedelica – spiega la prof.ssa Sara De Martin, docente al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova e corresponding author dello studio –. A basse dosi croniche, agisce come modulatore periferico del metabolismo, in particolare a livello epatico, attraverso un pathway serotoninergico distinto».

Il prof. Franco Folli, docente al Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano e co-corresponding author, aggiunge: «Questi risultati suggeriscono che la psilocibina potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica per MASLD, diabete di tipo 2 e obesità nell’uomo».

Lo studio, frutto di una collaborazione internazionale e multi-istituzionale, ha coinvolto centri di ricerca in Italia, Svizzera, Germania e Stati Uniti ed è stato supportato da MGGM Therapeutics (New York) e Neuroarbor Therapeutics (Delaware).

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