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01.02.2026 - 15:33
Foto di repertorio
La tensione nella sanità privata veronese è arrivata al culmine: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. La decisione arriva a distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso al Ministero della Salute, che avrebbe dovuto aprire la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, ma a oggi non ha prodotto alcuna convocazione ufficiale.
Secondo Cisl Fp Verona, il silenzio istituzionale rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti di oltre 300mila professionisti italiani che operano con contratti scaduti anche da 13 anni, garantendo quotidianamente servizi essenziali, in particolare per le persone più fragili. «È inaccettabile che, dopo impegni pubblici, non vi sia alcun atto concreto», ha dichiarato il segretario Giovanni Zanini, sottolineando la frustrazione ormai insostenibile tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
A fare da sfondo alla protesta c’è il divario retributivo con la sanità pubblica, che può superare i 500 euro mensili per gli infermieri, e una crescente difficoltà a garantire l’attrattività delle strutture accreditate. Tra le realtà coinvolte nel veronese figurano: l’Ospedale di Negrar, la Casa di Cura di Peschiera, Villa Santa Giuliana, la Casa di Cura Santa Chiara, Villa Garda, la Clinica San Francesco, Città di Verona e il Centro Riabilitativo Veronese.
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