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Veneto selvaggio

Non è il Sahara: il deserto "segreto" che si nasconde a un'ora da Venezia

Porto Caleri, un ecosistema unico

Non è il Sahara: il deserto "segreto" che si nasconde a un'ora da Venezia

Porto Caleri

Dimenticate i canali di Venezia, le vigne delle colline del Prosecco o le cime innevate delle Dolomiti. Esiste un luogo, a poco più di sessanta chilometri dalla Serenissima, dove l'orizzonte si trasforma improvvisamente. Qui, la vegetazione si dirada, il terreno si fa instabile e sotto i piedi compare una sabbia bianca e finissima che forma colline sinuose modellate dal vento. È il Giardino Botanico litoraneo di Porto Caleri, un ecosistema unico che molti viaggiatori hanno già ribattezzato "il piccolo deserto del Veneto".

Un paesaggio alieno a due passi dall'Adige

Situato all'estremità meridionale della penisola di Rosolina Mare, nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po, Porto Caleri è un miracolo di biodiversità che sfida l'immaginario comune del paesaggio veneto. Non ci sono stabilimenti balneari, non ci sono ombrelloni colorati né musica alta. Solo il rumore del mare e lo scricchiolio dei passi sulle passerelle di legno che attraversano le dune.

Il fascino "desertico" è dovuto alle dune fossili e alle dune mobili, che raggiungono altezze sorprendenti e ospitano una flora che ha imparato a sopravvivere in condizioni estreme, simili a quelle delle steppe asiatiche o dei deserti africani.

Passerelle sospese tra sabbia e mare

La vera magia di questo "deserto segreto" sta nei percorsi. Il Comune e l'Ente Parco hanno realizzato una serie di sentieri sospesi che permettono di attraversare l'intero ecosistema senza calpestare la fragile vegetazione.

  • Il percorso delle Dune: vi porta nel cuore della zona sabbiosa, dove lo sguardo spazia su colline dorate che sembrano non finire mai.

  • Il confine con la laguna: in pochi metri si passa dalle sabbie mobili alle pinete fresche e alle zone umide dove fenicotteri e aironi trovano rifugio.

Perché sembra un deserto?

Il segreto sta nell'equilibrio perfetto tra i sedimenti portati dal fiume Po e l'azione incessante del vento di Bora e Scirocco. Questo "conflitto" naturale crea formazioni sabbiose in continuo movimento, rendendo il paesaggio ogni giorno diverso dall'altro. Chi lo visita all'alba o al tramonto, quando le ombre delle dune si allungano e il sole accende la sabbia di un arancione bruciato, giurerebbe di trovarsi in pieno Maghreb.

Un viaggio da fare ora

Il periodo migliore per visitare il deserto di Porto Caleri è proprio l'inverno o l'inizio della primavera. Senza la calura estiva, l'atmosfera si fa ancora più rarefatta e silenziosa, permettendo di godere appieno di quel senso di isolamento che solo i grandi spazi aperti sanno regalare.

È la meta ideale per chi cerca una foto "instagrammabile" che confonda gli amici o per chi, più semplicemente, vuole riscoprire un Veneto selvaggio e inaspettato.

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