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Veneto selvaggio
29.01.2026 - 18:00
Porto Caleri
Dimenticate i canali di Venezia, le vigne delle colline del Prosecco o le cime innevate delle Dolomiti. Esiste un luogo, a poco più di sessanta chilometri dalla Serenissima, dove l'orizzonte si trasforma improvvisamente. Qui, la vegetazione si dirada, il terreno si fa instabile e sotto i piedi compare una sabbia bianca e finissima che forma colline sinuose modellate dal vento. È il Giardino Botanico litoraneo di Porto Caleri, un ecosistema unico che molti viaggiatori hanno già ribattezzato "il piccolo deserto del Veneto".
Situato all'estremità meridionale della penisola di Rosolina Mare, nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po, Porto Caleri è un miracolo di biodiversità che sfida l'immaginario comune del paesaggio veneto. Non ci sono stabilimenti balneari, non ci sono ombrelloni colorati né musica alta. Solo il rumore del mare e lo scricchiolio dei passi sulle passerelle di legno che attraversano le dune.
Il fascino "desertico" è dovuto alle dune fossili e alle dune mobili, che raggiungono altezze sorprendenti e ospitano una flora che ha imparato a sopravvivere in condizioni estreme, simili a quelle delle steppe asiatiche o dei deserti africani.
La vera magia di questo "deserto segreto" sta nei percorsi. Il Comune e l'Ente Parco hanno realizzato una serie di sentieri sospesi che permettono di attraversare l'intero ecosistema senza calpestare la fragile vegetazione.
Il percorso delle Dune: vi porta nel cuore della zona sabbiosa, dove lo sguardo spazia su colline dorate che sembrano non finire mai.
Il confine con la laguna: in pochi metri si passa dalle sabbie mobili alle pinete fresche e alle zone umide dove fenicotteri e aironi trovano rifugio.
Il segreto sta nell'equilibrio perfetto tra i sedimenti portati dal fiume Po e l'azione incessante del vento di Bora e Scirocco. Questo "conflitto" naturale crea formazioni sabbiose in continuo movimento, rendendo il paesaggio ogni giorno diverso dall'altro. Chi lo visita all'alba o al tramonto, quando le ombre delle dune si allungano e il sole accende la sabbia di un arancione bruciato, giurerebbe di trovarsi in pieno Maghreb.
Il periodo migliore per visitare il deserto di Porto Caleri è proprio l'inverno o l'inizio della primavera. Senza la calura estiva, l'atmosfera si fa ancora più rarefatta e silenziosa, permettendo di godere appieno di quel senso di isolamento che solo i grandi spazi aperti sanno regalare.
È la meta ideale per chi cerca una foto "instagrammabile" che confonda gli amici o per chi, più semplicemente, vuole riscoprire un Veneto selvaggio e inaspettato.
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