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Formazione e lavoro

Sicurezza sul lavoro, la CNA di Vittorio Veneto denuncia disparità tra imprese: bar e alberghi in deroga, gli altri restano penalizzati

Dal 1° gennaio 2026 i pubblici esercizi potranno far lavorare subito i nuovi assunti e completare la formazione obbligatoria entro 30 giorni, mentre artigiani, negozi e piccole imprese dei servizi dovranno attendere la conclusione dei corsi

Rino Carpenè, presidente della CNA di Vittorio Veneto

Rino Carpenè, presidente della CNA di Vittorio Veneto

partire dal 1° gennaio 2026, bar, ristoranti e alberghi della Marca potranno far lavorare i nuovi assunti anche prima che abbiano completato i corsi obbligatori sulla sicurezza, avendo a disposizione 30 giorni di tempo per completare la formazione. Tutte le altre imprese, soprattutto artigiane ma anche commerciali e dei servizi, invece dovranno continuare a rispettare l’obbligo di terminare i corsi prima di far operare i dipendenti.

Secondo la CNA Mandamento di Vittorio Veneto, la misura crea una disparità ingiustificata tra le piccole e medie imprese che lavorano negli stessi territori e affrontano esigenze simili. Nella zona del Vittoriese sono attive 5.259 imprese, di cui 1.332 artigiane, e oltre il 95% delle attività ha meno di dieci dipendenti.

«Se una persona può lavorare subito in un bar, non si capisce perché non possa farlo in un negozio di parrucchiere o in un laboratorio odontotecnico», commenta Rino Carpenè, presidente della CNA di Vittorio Veneto. «La sicurezza va garantita con controlli concreti sulla qualità della formazione, non con vincoli temporali assurdi».

Secondo Carpenè, la disparità ha conseguenze economiche reali. I pubblici esercizi possono gestire rapidamente picchi di domanda, ma la stessa flessibilità dovrebbe essere concessa agli artigiani, agli installatori, ai manutentori e ai tecnici dei servizi. La rigidità, aggiunge, comporta costi per lavoro non produttivo, rinvii di interventi, perdita di commesse e minore competitività delle imprese locali.

La CNA propone di modificare il decreto in fase di conversione, estendendo a tutte le microimprese un termine più lungo per completare la formazione, magari fino a 90 giorni, graduando i tempi in base al rischio operativo e prevedendo sostegni per la formazione obbligatoria. «La sicurezza è un valore, ma va applicata con coerenza e senza penalizzare chi lavora e produce servizi nel nostro territorio», conclude Carpenè.

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