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Turismo
29.01.2026 - 16:43
Foto di repertorio
I vicentini non rinunciano alle vacanze e destinano una parte significativa del loro reddito ai viaggi. Secondo una recente analisi di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, il budget pro capite per il tempo libero si attesta a 1.681 euro, una cifra che piazza Vicenza al secondo posto in Veneto, subito dopo Verona.
L’indagine, che incrocia dati provenienti da fonti ufficiali come Istat, Banca d'Italia ed Eurostat, ha mappato la spesa turistica nelle diverse province italiane, rivelando forti differenze tra le grandi città e le zone più periferiche. In cima alla classifica, con una spesa ancora superiore, troviamo Brescia (1.750 euro), Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). Seguono Genova, Mantova, Verona e Savona (1.714 euro), tutte province con un forte impegno nella valorizzazione turistica e una maggiore accessibilità ai servizi.
In controtendenza, invece, le grandi città metropolitane, pur avendo una spesa media elevata, vedono una propensione al viaggio più selettiva: a Milano (1.672 euro), ad esempio, la spesa pro capite è di 1.672 euro, seguita da Roma (1.600 euro) e Bologna (1.591 euro). Qui, il budget destinato ai viaggi tende a essere più alto, principalmente grazie a redditi più elevati e alla concentrazione di persone single con una maggiore inclinazione a viaggiare all'estero.
Al contrario, le province del Mezzogiorno e delle aree interne, come Vibo Valentia (1.105 euro) e Agrigento (1.114 euro), registrano una spesa significativamente inferiore, anche del 30% rispetto alle aree più ricche. In queste zone, la spesa media per viaggio risulta più contenuta, con una maggiore incidenza di vacanze brevi e destinazioni nazionali.
Gli esperti di Vamonos Vacanze sottolineano che, oltre al reddito, influenzano la spesa anche fattori come la densità abitativa, l’offerta culturale e l’accessibilità ai servizi. Nelle grandi città, ad esempio, i single tendono a viaggiare meno frequentemente ma con un budget maggiore per singolo viaggio, prediligendo esperienze organizzate e soggiorni più strutturati. Al contrario, nelle aree meno densamente popolate, la tendenza è quella di un maggior numero di viaggi brevi, ma a costi inferiori.
I vicentini non rinunciano alle ferie e destinano una quota rilevante del reddito ai viaggi. Secondo una recente analisi di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, il budget pro capite per il tempo libero raggiunge i 1.681 euro, posizionando Vicenza al secondo posto in Veneto, subito dopo Verona.
L’indagine, elaborata incrociando dati ufficiali di Istat, Banca d’Italia ed Eurostat, ha fotografato la spesa turistica nelle province italiane, evidenziando nette disparità tra grandi centri e aree periferiche.
In vetta alla graduatoria figurano Brescia (1.750 euro), Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). A seguire, Genova, Mantova, Verona e Savona, tutte con 1.714 euro, territori contraddistinti da una forte valorizzazione dell’offerta turistica e da una migliore accessibilità ai servizi.
Le metropoli presentano un quadro in parte diverso: pur con valori medi elevati, mostrano una propensione al viaggio più selettiva. A Milano la spesa pro capite si attesta a 1.672 euro, a Roma a 1.600 euro e a Bologna a 1.591 euro. In questi contesti, il portafoglio destinato alle vacanze tende a essere più consistente anche grazie a redditi più alti e a una maggiore presenza di single con inclinazione ai soggiorni oltreconfine.
All’estremo opposto, diverse province del Mezzogiorno e delle aree interne, come Vibo Valentia (1.105 euro) e Agrigento (1.114 euro), registrano importi nettamente inferiori, fino al 30% in meno rispetto ai territori più ricchi. Qui prevalgono viaggi di breve durata e destinazioni nazionali, con una spesa media più contenuta per ogni vacanza.
Gli esperti di Vamonos Vacanze sottolineano che, oltre al reddito, incidono variabili come densità abitativa, offerta culturale e facilità di accesso ai servizi. Nelle grandi città i single tendono a partire meno spesso ma con un esborso maggiore per singolo viaggio, privilegiando esperienze organizzate e soggiorni strutturati; nelle zone meno popolate si osserva invece un numero più alto di brevi spostamenti, ma a costi inferiori.
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