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30.01.2026 - 10:13
Foto di repertorio
San Valentino, simbolo di amore romantico, sembra distante dalla realtà di molte coppie italiane, dove il divorzio è diventato sempre più comune. In effetti, dal 2015, la popolazione divorziata in Italia è aumentata del 59%, passando da 1,37 milioni a 2,18 milioni di persone nel 2024. Una crescita che solleva interrogativi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che alimentano questa tendenza. Ma in quali regioni d'Italia si divorzia di più?
Nord Italia in prima linea nei tassi di divorzio
Un recente studio di Unobravo, condotto su psicologi praticanti e integrato con dati ufficiali ISTAT e Statista, rivela che le regioni del Nord Italia registrano i tassi di divorzio più elevati. La Valle d'Aosta è al primo posto con 573 divorzi ogni 10.000 abitanti, seguita da Liguria (494), Emilia-Romagna (453) e Friuli Venezia Giulia (426). Anche Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio si trovano tra le regioni con tassi superiori a 400 divorzi ogni 10.000 persone. Al contrario, le regioni meridionali come Basilicata, Molise e Puglia hanno tassi decisamente inferiori, con valori sotto i 260 divorzi per 10.000 abitanti.
Questi dati riflettono non solo differenze culturali e sociali, ma anche fattori come l'età media della popolazione, la situazione economica e la maggiore urbanizzazione del Nord, che potrebbe favorire una maggiore indipendenza nelle scelte personali.
Le donne dominano le statistiche sul divorzio
Un altro aspetto interessante è che le donne rappresentano il 58% della popolazione divorziata in Italia. Nel 2024, infatti, le donne divorziate sono oltre 1,27 milioni, contro 908.000 uomini. Gli esperti attribuiscono questa disparità a diversi fattori, tra cui una maggiore aspettativa di vita femminile, differenze nei tassi di nuove nozze e una crescente indipendenza economica e sociale delle donne.
Divorzi consensuali e conflittuali: l’impatto emotivo
Lo studio ha anche esaminato le modalità di divorzio, evidenziando che quasi il 30% dei divorzi in Italia è di tipo giudiziale, ossia in presenza di conflitti legali che rendono difficile raggiungere un accordo tra le parti. I divorzi consensuali, in cui le coppie trovano un accordo, rappresentano la maggior parte, ma anche in questi casi l'impatto emotivo può essere notevole, specialmente quando ci sono figli, preoccupazioni economiche o divergenze emotive.
Gli esperti di Unobravo sottolineano che i divorzi conflittuali, dove i litigi e le tensioni si protraggono nel tempo, comportano un maggiore stress emotivo e psicologico. La difficoltà di raggiungere un'intesa, unita alla pressione legale, può aggravare il benessere psico-emotivo delle persone coinvolte.
Gennaio, il mese cruciale per le separazioni
Un dato interessante che emerge dallo studio riguarda il periodo dell’anno in cui si concentrano molte decisioni di coppia: gennaio. Dopo le festività natalizie, molte persone tendono a riflettere sullo stato delle loro relazioni e a prendere decisioni importanti. Gli psicologi hanno osservato che un proposito ricorrente nelle sedute di terapia di coppia riguarda il miglioramento delle relazioni, ma in alcuni casi questa riflessione porta a prendere la decisione di separarsi piuttosto che di riconciliarsi.
Il divorzio come opportunità di crescita personale
Nonostante la tristezza che spesso accompagna la fine di una relazione, gli psicologi suggeriscono che il divorzio non debba essere visto come un fallimento, ma come una transizione che, se gestita correttamente, può aprire la strada a una nuova fase di crescita personale. L'importante, secondo gli esperti, è affrontare la separazione con il supporto psicologico adeguato, per ridurre il rischio di danni emotivi a lungo termine.
Un fenomeno in crescita
I dati sul divorzio in Italia mostrano una continua espansione di questo fenomeno, che nel 2024 ha raggiunto i 2,18 milioni di persone divorziate, con un aumento stabile di circa il 4-7% all’anno. La crescita si è accentuata dopo la pandemia, e la tendenza sembra destinata a proseguire, con una sempre maggiore visibilità delle separazioni nella vita sociale del Paese. Nonostante l’iniziale stigma, oggi il divorzio è una scelta più accettata e, in molti casi, considerata un passo necessario verso il benessere individuale.
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