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Il cuore nascosto della Lessinia: il sottosuolo protagonista per i 36 anni del Parco

Un incontro pubblico a Bosco Chiesanuova svela nuove ricerche su acqua, carsismo e antiche strutture vulcaniche grazie agli studi dell’Università di Padova

Il cuore nascosto della Lessinia: il sottosuolo protagonista per i 36 anni del Parco

Foto di repertorio

Non solo pascoli, valli e panorami mozzafiato: sotto la superficie della Lessinia si estende un patrimonio invisibile fatto di cavità carsiche, strutture geologiche complesse e possibili riserve idriche future. È a questo mondo nascosto che il Parco Naturale Regionale della Lessinia dedica l’incontro di divulgazione scientifica organizzato in occasione del 36° anniversario dalla sua istituzione.

L’appuntamento, aperto al pubblico, è in programma per giovedì 5 febbraio alle 20.30 nella sede del Parco, in Piazza Borgo 52 a Bosco Chiesanuova. La serata, dal titolo «Nuove ricerche sul sottosuolo della Lessinia attraverso innovative indagini geofisiche», si aprirà con i saluti istituzionali del presidente del Parco Massimo Sauro, seguiti dall’introduzione del direttore Diego Lonardoni. A moderare l’incontro sarà il professor Francesco Sauro, docente di Geologia all’Università di Padova.

Protagonisti della serata saranno due ricercatori del Dipartimento di Geoscienze dell’ateneo patavino. Mirko Pavoni presenterà i risultati delle indagini condotte sotto il Corno d’Aquilio, illustrando come metodi geoelettrici ed elettromagnetici abbiano permesso di individuare cavità carsiche nascoste sotto la superficie. Ilaria Barone, invece, racconterà la scoperta di corpi vulcanici basaltici nel sottosuolo del Monte Tomba, emersi grazie a tecniche geoelettriche e di magnetometria: una ricerca che apre scenari interessanti anche in termini di possibili riserve d’acqua per il futuro.

«Questa serata – sottolinea il presidente del Parco Massimo Sauro – vuole raccontare la Lessinia in tutte le sue dimensioni, anche quelle che non si vedono. La bellezza e l’unicità del nostro territorio non si fermano alla superficie: il sottosuolo custodisce storie, risorse e processi naturali fondamentali. Conoscere significa tutelare, e la conoscenza condivisa è uno degli strumenti più forti per costruire una vera cultura della protezione ambientale».

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