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Attualità
30.01.2026 - 12:35
Foto di repertorio
“Paragonare la frana di Niscemi alla tragedia del Vajont è improprio e rischia di banalizzare una delle peggiori catastrofi della storia repubblicana italiana”. Lo affermano i consiglieri regionali del gruppo Szumski – Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, intervenendo sul dibattito pubblico che ha accostato i due eventi.
Secondo i due esponenti, il Vajont rappresenta un caso unico: la costruzione della diga, imposta nonostante le ripetute segnalazioni dei residenti sui rischi, provocò oltre 1.900 vittime, in quello che fu definito un drammatico esempio di scelte scellerate imposte dall'alto.
“La frana di Niscemi – spiegano Szumski e Lovat – è una situazione completamente diversa. Le critiche riguardano principalmente la presenza di abitazioni in aree geologicamente fragili e sono in corso verifiche sulle autorizzazioni edilizie con possibili omissioni o errori. Fortunatamente, non si sono registrate vittime.”
I consiglieri invitano quindi a un uso responsabile e rigoroso delle parole: “Ogni paragone che vada oltre i metri cubi di materiale franati è scorretto e offensivo verso la memoria delle vittime del Vajont e le loro famiglie. Eventi così profondi nella coscienza collettiva del popolo veneto meritano rispetto e attenzione nel linguaggio pubblico”.
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