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Sicurezza in servizio

Cortina coperta dalla neve, ma i poliziotti restano senza l’abbigliamento termico

Secondo il sindacato di Polizia il kit inviato dal Dipartimento non basta ad affrontare freddo e servizi in montagna: “Solo biancheria intima, situazione di forte disagio operativo”

Foto di repertorio

Foto di repertorio

A Cortina d’Ampezzo nevica e le temperature restano rigide, ma i poliziotti chiamati a rinforzare i servizi di sicurezza rischiano di trovarsi impreparati ad affrontare il clima di montagna. A lanciare l’allarme è il SIULP Veneto, che denuncia una dotazione giudicata del tutto insufficiente per chi opera ogni giorno all’aperto, tra gelo e neve.

Da mesi, spiegano dal sindacato, erano state avanzate richieste precise: pantaloni, giacche e scarpe adatte al lavoro in alta quota. Richieste accompagnate da rassicurazioni arrivate nei tavoli di confronto con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, anche se mai messe nero su bianco. Alla prova dei fatti, però, il materiale consegnato ai poliziotti sarebbe limitato a pochi capi di biancheria intima termica.

Una situazione che, secondo il SIULP, appare ancora più difficile da comprendere se messa a confronto con quanto avvenuto per altri corpi impegnati nello stesso contesto. Il riferimento è ai Carabinieri, che avrebbero ricevuto un equipaggiamento completo per i servizi in montagna, e ai volontari impiegati nei Giochi Olimpici, per i quali il CIO ha messo a disposizione centinaia di migliaia di capi termici di buona qualità.

Il risultato, secondo il sindacato, è un forte senso di amarezza e la percezione di una disparità di trattamento che rischia di tradursi in un serio disagio operativo per i poliziotti impegnati a Cortina e, più in generale, sul territorio veneto. Una “falla organizzativa” che avrebbe impedito di garantire una dotazione invernale completa e adeguata a chi è chiamato a garantire la sicurezza in un contesto delicato e sotto gli occhi del mondo.

Un contesto che richiama sport, eccellenza e immagine del Paese, ma che – è la critica del sindacato – non avrebbe assicurato il giusto rispetto e la necessaria tutela a chi contribuisce ogni giorno a difendere quella stessa immagine. Da Vicenza, sede principale del SIULP Veneto, arriva infine un messaggio chiaro: su un tema così delicato, la pazienza è finita e non c’è più spazio per ritardi o spiegazioni giudicate imbarazzanti.

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