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Inaugurato a Bassano il nuovo Ospedale di Comunità: al San Bassiano 24 nuovi posti letto

La struttura, frutto di un investimento da oltre 1,7 milioni di euro finanziato dal PNRR e dalla Regione, offrirà assistenza intermedia a pazienti in dimissione protetta

Il taglio del nastro

Il taglio del nastro

Questa mattina è stato ufficialmente inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità dell’ospedale San Bassiano, alla presenza del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. La struttura, ospitata all’11° piano dell’edificio, dispone di 24 posti letto e nasce per offrire assistenza intermedia ai pazienti che non necessitano più delle cure intensive dei reparti per acuti, ma che non possono ancora rientrare a casa.

«Con questa nuova struttura diamo una risposta concreta alle esigenze dei pazienti che hanno bisogno di un periodo di supporto dopo la degenza – spiega il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Carlo Bramezza – garantendo maggiore sicurezza e rendendo più semplice la gestione delle cure per le famiglie. Allo stesso tempo, il San Bassiano potrà concentrare le proprie risorse sui pazienti in fase acuta, migliorando l’efficienza complessiva».

Il progetto ha comportato un profondo rinnovamento dell’11° piano, dove troverà spazio anche il reparto di Geriatria in un’area separata. L’intervento ha interessato 3.160 metri quadrati, con la demolizione di alcune murature e la realizzazione di nuovi divisori leggeri, il rifacimento di pavimenti e rivestimenti, dei servizi igienici e dell’impiantistica, compresi nuovi sistemi di distribuzione dell’aria, prese gas medicali e illuminazione.

L’investimento complessivo è stato di 1.715.000 euro, di cui 1,5 milioni provenienti dai fondi PNRR e 215.000 euro dalla Regione Veneto.

Il nuovo ospedale si inserisce in un piano più ampio dell’ULSS 7 Pedemontana per potenziare le strutture di “dimissione protetta”. «Entro poche settimane – continua Bramezza – contiamo di avere cinque Ospedali di Comunità attivi sul territorio: Marostica, Malo, Asiago, Bassano e presto Santorso, passando da 27 a 71 posti letto disponibili. Questo ci permetterà di affrontare al meglio l’invecchiamento della popolazione e le fragilità legate a patologie multiple, facilitando il recupero dei pazienti».

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