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Olimpiadi Invernali 2026
02.02.2026 - 11:22
Cortina d’Ampezzo si trova al centro di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi. Secondo un reportage del quotidiano francese Le Monde, le opere olimpiche in vista delle Olimpiadi invernali 2026 stanno trasformando un patrimonio dell’umanità in un vero e proprio cantiere, tra cemento e devastazione ambientale. Mentre la stampa internazionale indica l’Italia come esempio negativo da non seguire per le future edizioni, le autorità locali sembrano ignorare i gridi d’allarme sulle conseguenze per la montagna e la fragilità dei suoi versanti.
Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale di REA, interviene con toni duri: “Lo scempio in corso rappresenta un delitto contro la biodiversità e un insulto alla sicurezza dei cittadini. Migliaia di alberi sono stati abbattuti per infrastrutture dal futuro incerto, cancellando la prima difesa naturale contro frane e smottamenti. Parlare di Olimpiadi ‘green’ in queste condizioni è un paradosso: habitat vitali della fauna vengono distrutti e l’equilibrio dei versanti alpini compromesso. REA si oppone a questo modello predatorio: lo sport non può giustificare la violenza sulla natura”.
L’associazione conferma il proprio impegno a fianco delle comunità locali e dei movimenti che tutelano le Alpi, ribadendo che il patrimonio naturale non è un bene usa e getta, ma un ecosistema vivo che merita rispetto e protezione assoluta. Con l’evento olimpico ormai alle porte, il dibattito sul bilancio tra sport, economia e tutela ambientale si fa sempre più acceso, e la voce della montagna sembra lanciare un ultimo, disperato appello alla responsabilità politica.
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