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Influenza 2026, quasi 10 milioni di italiani a letto: il Veneto resta sotto la media nazionale

Nonostante il calo dei contagi, alcune regioni sono ancora in difficoltà

Influenza 2026, quasi 10 milioni di italiani a letto: il Veneto resta sotto la media nazionale

Foto di repertorio

A fine gennaio 2026, l'Italia si trova a fare i conti con un’epidemia influenzale che ha già colpito quasi 10 milioni di italiani, con un incremento di oltre 620.000 casi nell'ultima settimana del mese. Gli esperti stimano che fino a maggio 2026 il virus potrebbe coinvolgere fino a 16 milioni di persone, di cui circa 2 milioni saranno bambini sotto i 14 anni.

Nonostante un generale calo dei contagi rispetto alla settimana precedente, con l’incidenza scesa da 12.7 a 11.3 casi ogni mille abitanti, alcune regioni italiane stanno vivendo una vera e propria emergenza sanitaria. La Basilicata continua a essere la regione più colpita, con un tasso di incidenza che sfiora i 22 casi ogni mille abitanti, quasi il doppio della media nazionale. La Campania, invece, registra il quarto periodo consecutivo di alta intensità, con un indice di 20.7, seguita da vicino da altre aree del sud Italia.

Seppur con zone di criticità, non tutte le regioni sono nella stessa situazione. La Liguria, infatti, spicca come la regione più virtuosa, con un’incidenza che si ferma a 6.9, sotto la media nazionale iniziale di 7.15. Bene anche la Valle d'Aosta e il Molise, con incidenze rispettivamente di 7.5 e 8.2. Anche la Sicilia ha visto un calo netto dei contagi, passando da 13.1 a 10.1.

Nel Veneto, l'incidenza si attesta a 9.7, leggermente sotto la media nazionale, ma comunque superiore alla media di alcune regioni più virtuose. Le altre aree sotto la soglia dei 11.3 casi per mille abitanti includono Lombardia (9.4), Umbria (9.6), Piemonte (10.4), Lazio (11.1) e Toscana (11.1).

Gli esperti consigliano di adottare alcune semplici pratiche per limitare il rischio di contagio: vaccinarsi contro l’influenza, mantenere un’igiene delle mani accurata, evitare i luoghi affollati durante i periodi di picco e prestare attenzione al contatto tra mani e occhi, naso e bocca, le principali vie di accesso del virus all’organismo.

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