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Ambiti Territoriali Sociali in Veneto, i Comuni chiedono regia e tutele: “Riforma partita in ritardo e senza coordinamento”

Le consigliere Pd Luisetto, Bigon e Sambo denunciano ritardi e carenze nella legge regionale che istituisce i nuovi Ambiti Territoriali Sociali

Immagine di repertorio

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I nuovi Ambiti Territoriali Sociali (ATS) in Veneto stanno già mostrando criticità a pochi mesi dal loro avvio. La vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, Chiara Luisetto, insieme alle colleghe del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Monica Sambo, ha chiesto all’assessora regionale di riferire subito in Commissione sullo stato di avanzamento della riforma.

Secondo le tre consigliere, la legge regionale che istituisce gli ATS è arrivata con 25 anni di ritardo rispetto alla normativa nazionale e senza un vero supporto ai Comuni, lasciati a gestire da soli un passaggio definito “epocale”. “Gli ambiti sono troppo grandi, le risorse insufficienti e manca un coordinamento serio – sottolineano –. Ogni territorio procede a velocità diverse, con consulenze esterne e schemi difformi, generando frammentazione e confusione”.

Il rischio, avvertono, è che la gestione sfugga di mano, con possibili forme di privatizzazione in alcune zone e forte ritardo in altre. A pagarne il prezzo più alto sarebbero le persone più fragili: anziani, disabili e chi ha bisogno di continuità nei servizi sociali.

Per le consigliere Pd serve una “regia regionale” capace di dare indirizzo e sostegno, garantire che i servizi rimangano pubblici e tutelare il personale coinvolto. “Non possiamo permettere che una riforma attesa da decenni si trasformi in caos o in arretramento dei diritti – concludono Luisetto, Bigon e Sambo –. È urgente intervenire per far partire gli Ambiti davvero e bene”.

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