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Politica regionale

Autonomia veneta al palo, Manildo accusa Stefani di retorica e proclami senza risultati concreti

Il capogruppo Pd critica duramente l’intervento del presidente della Giunta regionale: “Si continua a parlare di autonomia come di una bandiera, ma nei fatti non cambia nulla per i veneti”

Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso

Giovanni Manildo

“L’intervento del Presidente Stefani segue pedissequamente l’azione del predecessore Zaia, trasformandosi in un esercizio di pura retorica che non cambia la realtà dei fatti: l’autonomia resta una scatola vuota”. Così Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e voce dell’opposizione, commenta l’ultimo discorso del presidente della Giunta regionale.

Secondo Manildo, quello a cui si è assistito è “l’ennesimo tentativo di mascherare l’assenza di risultati concreti dietro slogan ormai logori. Siamo stanchi di vedere l’autonomia trattata come una bandiera da sventolare, senza che porti benefici reali ai cittadini del Veneto. Oggi è stato un monologo autoreferenziale che ignora completamente la realtà”.

Il capogruppo Pd sottolinea che l’opposizione non è contraria al principio di autonomia, ma chiede che “questa venga applicata seguendo il principio di sussidiarietà e non come pretesto per alimentare competizioni dannose tra Regioni”.

Manildo aggiunge inoltre che il presidente Stefani sembra trascurare il nuovo scenario delineato dalla sentenza n. 192 della Corte costituzionale: “Il Veneto deve essere protagonista, ma questo può avvenire solo se il confronto ritorna al centro del Consiglio regionale. Se l’autonomia vuole essere una reale occasione di rilancio, va discussa insieme e con serietà. Al momento, purtroppo, non si vedono passi avanti concreti, solo tanta propaganda”.

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