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Autonomia differenziata, Stefani riferisce in Consiglio: «Funzioni e competenze adattate al Veneto»

Verso l'autonomia differenziata: Stefani presenta la pre-intesa su sanità (oltre 17 milioni reinvestibili), protezione civile, professioni non ordinistiche e previdenza integrativa

Autonomia differenziata, Stefani riferisce in Consiglio: «Funzioni e competenze adattate al Veneto»

Alberto Stefani

Il percorso del Veneto verso l’autonomia differenziata entra in una fase cruciale. Nell’Aula consiliare di Palazzo Ferro Fini, il presidente della Giunta regionale Alberto Stefani ha fatto il punto sullo stato del negoziato con lo Stato, illustrando contenuti, obiettivi e prospettive della pre-intesa avviata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Nel suo intervento, Stefani – già relatore del disegno di legge sull’autonomia alla Camera e delegato dalla Regione ai rapporti con il Governo – ha richiamato le quattro materie attualmente al centro del confronto con l’esecutivo, definite nell’accordo preliminare sottoscritto con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli insieme a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria: tutela della salute, Protezione civile, professioni non ordinistiche e previdenza complementare e integrativa.

Il presidente ha rivendicato il ruolo centrale del Consiglio regionale nel processo di autonomia, ricordando come il cammino intrapreso negli ultimi anni abbia portato alla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni e all’approvazione della legge quadro del 2024. «L’autonomia non è uno strappo, ma un percorso istituzionale che deve coinvolgere pienamente l’assemblea regionale».

Ampio spazio è stato dedicato al capitolo sanitario. Stefani ha sottolineato la possibilità, per il Veneto, di trattenere e reinvestire sul territorio parte delle risorse oggi destinate al Fondo sanitario nazionale, quantificate in oltre 17 milioni di euro. Risorse che potrebbero essere utilizzate per l’edilizia sanitaria, per la creazione di strutture specialistiche intermedie e per un’integrazione più strutturata dei fondi sanitari integrativi, con l’obiettivo di aumentare efficienza e qualità dei servizi.

Sul fronte della Protezione civile, l’autonomia consentirebbe al presidente della Regione di assumere direttamente il ruolo di commissario nelle emergenze di rilievo nazionale, riducendo tempi decisionali e passaggi burocratici. Per le professioni non ordinistiche è stata evidenziata la necessità di aggiornare gli elenchi di riferimento, mentre sulla previdenza integrativa Stefani ha ribadito l’urgenza di prevedere strumenti finanziari dedicati.

Il filo conduttore dell’intero progetto, secondo il presidente, resta la possibilità di modellare competenze e funzioni sulle caratteristiche sociali ed economiche del Veneto. «Il principio di sussidiarietà è la chiave. L’autonomia non si costruisce in solitaria, ma attraverso un lavoro di squadra tra istituzioni regionali e Parlamento nazionale». Stefani ha inoltre ricordato come il Veneto possa già oggi esercitare forme di autonomia “orizzontale”, stringendo accordi e intese internazionali nelle materie di propria competenza.

Al termine della discussione, l’Aula ha votato due mozioni sul tema. È stata approvata, con 32 voti favorevoli e 2 contrari, la mozione che rinnova il mandato al presidente della Giunta a proseguire il negoziato con il Governo. Respinta invece la mozione presentata dall’opposizione, che chiedeva un maggiore coinvolgimento del Consiglio nella definizione dei contenuti dell’autonomia.

Dal fronte del Partito Democratico, il capogruppo Giovanni Manildo ha ribadito una posizione critica ma non pregiudiziale: disponibilità al confronto, ma nessuna “delega in bianco” al presidente. «Serve concretezza e un’istruttoria solida che dimostri benefici reali per i territori».

Il dibattito in Aula ha visto interventi articolati sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, tra richiami al referendum del 2017, richieste di maggiore autonomia per aree specifiche come la provincia di Belluno e valutazioni più critiche sull’impianto complessivo della legge nazionale.

In chiusura, Stefani ha rilanciato l’appello a un impegno condiviso: «L’autonomia è una sfida che riguarda tutti, al di là delle appartenenze politiche. È uno strumento per rendere il Veneto più forte e più competitivo, in Italia e in Europa».

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