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04.02.2026 - 14:37
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Cresce, si ringiovanisce e rafforza il proprio ruolo nel sistema previdenziale italiano. Solidarietà Veneto, fondo pensione regionale, archivia il 2025 con numeri che certificano una fase di sviluppo strutturale e guarda al 2026 con obiettivi ambiziosi: superare quota 3 miliardi di euro di patrimonio e consolidare una base associativa che ha già oltrepassato, nelle prime settimane dell’anno, la soglia dei 180 mila aderenti.
I dati sono stati presentati questa mattina dalla Presidenza e dalla Direzione del Fondo, alla presenza dei rappresentanti delle parti istitutive – associazioni datoriali e organizzazioni sindacali – a conferma di un modello fondato sul dialogo sociale e sul radicamento territoriale. Al 31 dicembre 2025 gli iscritti erano 178 mila, mentre il patrimonio complessivo ha superato 2,8 miliardi di euro, spinto dall’aumento delle contribuzioni e da una gestione finanziaria positiva. Un traguardo, quello dei 3 miliardi, che potrebbe essere raggiunto prima della conclusione del mandato del presidente Paolo Bizzotto.
Il legame con il tessuto produttivo regionale continua a rafforzarsi: le aziende associate sono quasi 21 mila, segno di una crescente attenzione delle imprese al welfare e alla fidelizzazione dei lavoratori. A colpire è anche il dato anagrafico: l’età media degli aderenti è inferiore ai 44 anni, ben al di sotto della media nazionale di 47. Un Fondo, dunque, più giovane, sostenuto dalle nuove generazioni e sempre più attrattivo per chi si affaccia al mondo del lavoro.
Sul fronte organizzativo, il 2025 ha segnato un’ulteriore spinta alla digitalizzazione. Oltre il 74% delle nuove adesioni è avvenuto online, contro il 68% dell’anno precedente. Un’evoluzione che non ha però ridotto la presenza fisica sul territorio: Solidarietà Veneto può contare oggi su 256 punti di contatto, tra sportelli territoriali e desk informativi nelle aziende, con l’obiettivo di arrivare a quota 300 nel corso del 2026.
La crescita del Fondo si inserisce in un contesto di rinnovata attenzione nazionale al tema previdenziale. Nel 2026 la previdenza complementare torna al centro del dibattito pubblico, anche in vista dell’introduzione, dal 1° luglio, del meccanismo del silenzio-assenso per i neoassunti al primo impiego, pensato per favorire un’adesione precoce dei giovani ai fondi pensione, in risposta a uno scenario demografico segnato dal calo della popolazione attiva e dall’aumento dei pensionati.
Dal punto di vista finanziario, anche il 2025 si chiude con rendimenti positivi per tutti e quattro i comparti. Spicca il comparto Dinamico, con un rendimento netto annuo del +7,23% e una performance cumulata decennale superiore al 66%, tra le migliori della categoria. Positivi anche i comparti Reddito (+5,16%), Prudente (+3,50%) e Garantito (+1,97%), a conferma di un’asset allocation diversificata e orientata alla stabilità nel lungo periodo.
In parallelo cresce l’impegno nell’economia reale, con nuovi investimenti a sostegno delle piccole e medie imprese italiane, e si rafforza l’attenzione alla sostenibilità: nel 2025 Solidarietà Veneto ha aderito ai Principi di Investimento Responsabile delle Nazioni Unite (UN-PRI), entrando in una rete globale di investitori impegnati nella promozione di pratiche ESG e di una governance orientata al lungo periodo.
«I risultati del 2025 – ha sottolineato il presidente Paolo Bizzotto – confermano la solidità di un modello che cresce tenendo insieme innovazione e prossimità, digitale e relazione diretta». Un equilibrio che ha permesso al Fondo di conquistare la fiducia di 180 mila persone e 21 mila aziende, e di presentarsi al nuovo scenario normativo come un attore maturo, affidabile e pronto ad affrontare le sfide future della previdenza complementare.
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