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SOS operatori socio-sanitari

Case di riposo venete cercano operatori socio-sanitari in Sudamerica

Uripa avvia missione in Brasile e Repubblica Dominicana per affrontare la carenza di 3.000 OSS nelle strutture regionali

Case di riposo venete cercano operatori socio-sanitari in Sudamerica

Foto di repertorio

La carenza di personale nelle case di riposo venete sta diventando un problema strutturale. Secondo Uripa, l’associazione regionale delle Rsa, mancano circa 3.000 Operatori Socio Sanitari tra le 300 strutture presenti in Veneto, una situazione che rischia di compromettere la continuità dei servizi, in particolare nelle residenze sanitarie assistenziali e nei servizi territoriali.

Per affrontare questa emergenza, il presidente di Uripa, Roberto Volpe, ha guidato una missione istituzionale in Sudamerica, toccando il Brasile, nello Stato di Santa Catarina, e la Repubblica Dominicana, con l’obiettivo di avviare percorsi strutturati di cooperazione internazionale. “Non si tratta di un piano B – sottolinea Volpe – ma di un elemento centrale del nostro progetto per garantire continuità dei servizi, qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema nei prossimi anni”.

Il problema non riguarda la qualità o l’organizzazione della formazione, spiegano dall’associazione, quanto piuttosto il cambiamento demografico e sociale. I corsi per OSS continuano a essere attivati, ma le aule restano semivuote: su 660 posti disponibili nell’ultimo semestre, solo 487 sono stati effettivamente coperti, con una partecipazione media del 73-74%. L’età media degli iscritti cresce e il ricambio generazionale non è garantito.

La missione in Sudamerica punta a creare una mobilità ordinata e regolata, basata su partnership istituzionali e progetti di cooperazione. “Non intendiamo sottrarre personale ai Paesi partner – chiarisce Volpe – ma costruire percorsi rispettosi e sostenibili, dialogando con governi, autorità sanitarie e scuole per garantire un flusso ordinato di professionisti formati”.

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