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Etra vs spreco alimentare
04.02.2026 - 16:33
Foto di repertorio
Un anno di risultati concreti nella lotta allo spreco alimentare: 98 tonnellate di prodotti recuperati, 127.586 pasti equivalenti distribuiti, oltre 2,4 milioni di kg di CO₂ risparmiati, quasi 2 milioni di metri cubi di acqua salvaguardati e 300 mila metri quadrati di suolo protetti. Sono i numeri del progetto “Fino all’ultima briciola”, promosso da ETRA S.p.A. Società Benefit con il sostegno del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti.
L’iniziativa, avviata un anno fa, ha creato una rete che coinvolge 34 aziende donatrici, 33 enti no-profit e associazioni di volontariato e 19 comuni soci di ETRA. L’obiettivo è trasformare le eccedenze alimentari in risorse, generando benefici concreti sul piano ambientale, economico e sociale.
Il progetto si inserisce nel contesto della 13ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in programma il 5 febbraio, e riflette una crescente consapevolezza: secondo il Rapporto “Il Caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, lo spreco domestico è diminuito del 10% rispetto all’anno precedente, ma il fenomeno resta imponente: nelle famiglie italiane supera i 7 miliardi di euro, mentre lungo l’intera filiera si superano i 13,5 miliardi.
«Lo spreco alimentare è un problema etico e culturale» – sottolinea Flavio Frasson, presidente di ETRA – «che riflette modelli di consumo eccessivi e scarsa consapevolezza del valore del cibo. Ridurre gli sprechi significa anche diminuire le emissioni di gas serra e contribuire all’obiettivo regionale dell’84% di raccolta differenziata entro il 2030».
Il presidente del Consiglio di Bacino Brenta, Germano Racchella, evidenzia come il progetto non sia solo un’iniziativa simbolica, ma una leva concreta per sostenere le fasce più fragili e promuovere l’economia circolare sul territorio.
Due partner strategici hanno reso possibile l’operatività del progetto: Regusto, piattaforma tecnologica per la digitalizzazione e il tracciamento delle donazioni, e Too Good To Go, applicazione che coinvolge cittadini e esercizi commerciali nel recupero dell’invenduto.
“Fino all’ultima briciola” si fonda su tre pilastri: il recupero e la redistribuzione degli alimenti, la promozione di scelte di consumo più consapevoli e la sensibilizzazione di scuole, mense, istituzioni e aziende socio‑sanitarie. Un approccio integrato che punta a un cambiamento culturale duraturo, dimostrando che la lotta allo spreco può tradursi in azioni concrete e misurabili.
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