Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

SOS commercio Padova

Crisi del commercio a Padova: serrande abbassate e negozi vuoti tra caro affitti e cantieri. Servono soluzioni strutturali per il rilancio

Più di 400 attività di vicinato chiuse negli ultimi 12 anni. Il caro affitti, l’accessibilità ridotta e il ricambio generazionale minacciano il tessuto commerciale cittadino

Crisi del commercio a Padova: serrande abbassate e negozi vuoti tra caro affitti e cantieri. Servono soluzioni strutturali per il rilancio

Foto di repertorio

Il commercio di vicinato a Padova sta vivendo un momento di grande difficoltà, con oltre 400 attività chiuse negli ultimi dodici anni. Il fenomeno è evidente soprattutto nelle vie del centro storico e nei quartieri periferici, dove i negozi abbassano le serrande, lasciando “buchi” tra una vetrina e l’altra. La causa non è solo legata ai disagi temporanei portati dai cantieri per la realizzazione del tram, ma è anche il risultato di fattori strutturali come il caro affitti, i costi di gestione troppo elevati per gli operatori indipendenti, la concorrenza sempre più forte dell’e-commerce e la difficoltà di ricambio generazionale nelle imprese familiari.

Le zone un tempo più vivaci e frequentate della città, come il centro storico e il quartiere di Ponte di Brenta, mostrano una crescente desertificazione commerciale. Daniela Beggio, titolare di una fioreria in via San Marco, racconta: “I cantieri del tram hanno ridotto il mio fatturato, perché i clienti che passavano si sono spostati in altre zone più facilmente raggiungibili. Ma il problema vero è il caro affitti. Attorno a me si sono creati buchi commerciali. Quella che una volta era la zona centrale di Ponte di Brenta oggi rischia di diventare un deserto di negozi sfitti.”

Un’emergenza che riguarda tutta la città

La testimonianza di Daniela è solo una delle tante che descrivono una situazione ormai diffusa in tutta la città. Il combinato di canoni di locazione elevati e flussi di clienti ridotti sta rendendo la tenuta delle piccole attività sempre più difficile. Oltre ai disagi causati dai cantieri e dalla scarsa accessibilità, che penalizzano le attività che dipendono dal passaggio dei pedoni, c'è anche un problema legato al ricambio generazionale. Le imprese familiari faticano a trovare nuovi imprenditori disposti a subentrare, accelerando così il processo di chiusura di negozi storici.

“Questa situazione evidenzia la necessità di un piano di rinascita commerciale strutturale che non si limiti a gestire l’emergenza, ma che tracci una visione a lungo termine per rendere Padova più attrattiva per i consumatori e gli imprenditori, giovani e meno giovani”, afferma Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale. “Il rilancio del commercio di vicinato è essenziale per la coesione sociale e la qualità della vita urbana. Servono misure concrete come incentivi fiscali per i proprietari che affittano a canoni calmierati o flessibili nei primi anni di attività, e l’introduzione di spazi temporanei, i cosiddetti ‘pop-up store’, per attrarre giovani imprenditori e realtà creative nei locali sfitti.”

Proposte per il rilancio: formazione e incentivi fiscali

La proposta di Convento si inserisce in un contesto di rinnovamento, che non solo punta a incentivare la locazione di spazi commerciali a costi più sostenibili, ma anche a favorire l’inserimento di giovani e professionisti qualificati nel mercato del lavoro. La formazione diventa quindi una leva fondamentale per garantire servizi di qualità che rispondano alle necessità di un commercio moderno. “La formazione professionale è essenziale per sostenere gli imprenditori e prepararli alle sfide di oggi”, conclude Convento. “Anche quest’anno Cescot Veneto avvierà corsi di formazione per i commercianti, dedicati alla gestione aziendale, al marketing digitale e a supportare il passaggio generazionale delle imprese storiche.”

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione