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Polemica autostradale
05.02.2026 - 14:15
La Pedemontana Veneta
La gestione della Superstrada Pedemontana Veneta torna sotto i riflettori. Secondo il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, i conti dell’opera evidenziano un pesante squilibrio tra costi pubblici e profitti privati.
Il bilancio regionale dovrà affrontare un esborso di 54 milioni di euro per compensare i mancati ricavi da pedaggi: 45 milioni dalle casse regionali e 9 milioni dagli utili della società concessionaria CAV. Un risultato ben lontano dalle previsioni, che stimavano un traffico giornaliero di 27 mila veicoli, mentre oggi ne transitano poco più di 17 mila. La situazione conferma i timori espressi anni fa dalla Corte dei conti sulla sostenibilità del progetto.
Manildo sottolinea come, nonostante le perdite registrate dalla Regione, i privati coinvolti mantengano margini elevati: l’Ebitda della società concessionaria supera i 113 milioni di euro, oltre il 75% dei ricavi, mentre gli interessi sul capitale dei soci finanziatori hanno raggiunto 21 milioni di euro solo nel 2024.
Secondo il consigliere Dem, l’ipotesi di creare una holding autostradale per gestire le future tratte appare più come una “scatola magica” per diluire le perdite, facendo gravare i costi sui pedaggi delle altre arterie venete. Il canone di disponibilità previsto per il 2025 toccherà i 165 milioni di euro, un peso destinato a durare per trent’anni.
Per fare chiarezza su costi, clausole contrattuali e prospettive di spesa futura, il gruppo Pd ha annunciato la presentazione di un formale accesso agli atti. Per Manildo, se questa è l’autonomia promessa ai cittadini, si traduce in un “mutuo trentennale a tasso variabile” sulle spalle dei veneti, con una strada costosa anche quando resta quasi vuota.
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