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Attualità
05.02.2026 - 14:24
Ca' Foscari, Venezia
Una protesta all'inaugurazione dell'anno accademico 2025-2026 di Ca' Foscari ha acceso i riflettori sul problema delle borse di studio non erogate in tempo, una situazione che continua a ripetersi ogni anno in Veneto. Ieri, davanti al Teatro Goldoni, dove erano presenti le autorità comunali e regionali, l'Unione degli Universitari ha esposto uno striscione che recitava: "Regione rispondi".
Il motivo della protesta è il ritardo nell'erogazione delle borse di studio, che ha visto coinvolti oltre 1.000 studenti a Venezia e circa 4.000 in tutta la regione. Sebbene questi studenti abbiano i requisiti necessari per accedere ai fondi, come l'ISEE e i risultati accademici richiesti, molti si trovano ancora senza il supporto economico necessario per proseguire gli studi, a volte anche dopo mesi, se non anni.
A differenza di altre regioni, che coprono con fondi propri le borse non finanziate immediatamente dal Ministero, il Veneto non adotta questo sistema, lasciando migliaia di studenti in attesa. Il problema non riguarda solo Ca' Foscari, ma tutte le università regionali. Gli studenti lamentano che, nonostante l'idoneità, molti rimangono privi del supporto finanziario necessario per accedere agli studi.
Un problema che si ripete
Il caso non è nuovo. Anche lo scorso anno, dopo numerose proteste, gli studenti idonei hanno finalmente ricevuto le borse di studio, ma per l'anno accademico 2023-2024 ancora circa 3.000 studenti sono in attesa. Questa situazione di incertezza e disorganizzazione sta diventando una costante, tanto da suscitare indignazione tra gli studenti e i sindacati universitari. "Non è accettabile che ogni anno si ripeta questa storia. Gli studenti idonei devono ricevere il supporto che gli spetta, senza dover aspettare per mesi o anni", hanno dichiarato i rappresentanti dell'Unione degli Universitari.
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