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La proposta
05.02.2026 - 14:45
Foto di repertorio
«Le scuole devono essere luoghi di educazione e formazione, non arenili dove risolvere conti aperti». È la ferma dichiarazione di Sonia Brescacin, consigliera regionale del gruppo Misto, che, dopo l'ennesimo episodio di violenza a Treviso, ha sollevato l'idea di introdurre metal detector all'ingresso degli istituti scolastici veneti, soprattutto quelli a rischio. La proposta arriva in risposta al dilagare delle baby gang e degli atti di violenza tra i banchi, che sembrano moltiplicarsi con il passare dei mesi.
«Le armi non possono entrare a scuola. Non è accettabile che coltelli e altri oggetti pericolosi possano finire nelle mani degli studenti, né tantomeno che gli insegnanti e il personale scolastico siano esposti a situazioni di pericolo», ha aggiunto Brescacin, commentando l'incidente avvenuto recentemente a Treviso, che ha visto il sequestro di un coltello a un minorenne. L'episodio, ha sottolineato la consigliera, è un segnale preoccupante della crescente violenza nelle scuole.
Un'emergenza che non può essere ignorata
Brescacin ha messo in guardia sull'urgenza di affrontare il problema, senza sottovalutare i fenomeni di disagio adolescenziale che stanno dietro questi atti. «Chiamare i carabinieri per sequestrare un coltello in classe è già una sconfitta. Non possiamo far finta di nulla, la sicurezza dei nostri ragazzi e dei docenti deve venire prima di tutto», ha dichiarato, esprimendo preoccupazione per il rischio che le scuole si trasformino in "territori di scontro", simili ai vicoli del Bronx, dove le bande si affrontano per "regolare i conti".
Secondo la consigliera, la situazione è ormai insostenibile, e l'adozione di metal detector sarebbe una misura necessaria per garantire un ambiente sicuro e protetto, evitando che gli istituti scolastici diventino teatri di conflitti violenti tra i giovani. "Dobbiamo agire ora", ha concluso Brescacin, "perché la sicurezza nelle scuole non è un'opzione, è un diritto inalienabile per tutti".
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