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05.02.2026 - 16:48
Presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin
I dati recentemente pubblicati dalla Camera di Commercio confermano il ruolo centrale del terziario di mercato nell’economia padovana. Tuttavia, secondo il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, nonostante l'importanza crescente dei servizi, il commercio di vicinato sta attraversando una fase di crisi che non può essere ignorata.
“Non è una novità che il settore del terziario, e in particolare quello dei servizi, sia il più numeroso”, afferma Bertin, commentando i risultati diffusi dalla Camera di Commercio che tracciano il quadro delle imprese padovane. I servizi, con circa 41.700 imprese, rappresentano il 39,2% del totale, mentre il commercio, con 26.100 realtà, costituisce il 24,5%. Un divario che mette in evidenza il predominio dei servizi, ma che al contempo sottolinea un trend preoccupante nel commercio, dove si registrano ben 1.460 imprese in meno rispetto al passato.
“Se da una parte il settore dei servizi cresce, dall’altra non possiamo ignorare il calo delle attività commerciali. È necessario intervenire in modo deciso per sostenere il commercio di vicinato, un punto di riferimento storico e culturale per la nostra città”, prosegue Bertin, facendo riferimento alla chiusura di numerosi negozi, alcuni dei quali storici, che segnano una perdita significativa non solo per i proprietari, ma per tutta la comunità. “La chiusura di un negozio non è una semplice perdita economica, ma rappresenta un vuoto sociale e culturale che minaccia l’identità della città”.
Confcommercio Padova ha già lanciato un appello a tutti i 101 Comuni della provincia, chiedendo di valutare e attuare misure concrete a supporto delle imprese del commercio di vicinato. “Intervenire significa preservare l’identità della nostra comunità, proteggendo la sicurezza e il benessere dei cittadini. Una vetrina che si spegne aumenta il senso di insicurezza in un quartiere e in una città intera”, sottolinea Bertin.
In particolare, Confcommercio Padova propone una serie di misure strutturate e innovative per rilanciare il commercio di vicinato, che vadano oltre i singoli interventi spot. Tra le soluzioni suggerite: politiche urbane orientate alla prossimità, incentivi per le nuove aperture e i passaggi generazionali, rigenerazione degli spazi sfitti, sostegno alla digitalizzazione delle attività commerciali e la sperimentazione di modelli di commercio di comunità.
“Il rilancio del commercio di vicinato non è solo una questione economica, ma anche sociale”, conclude Bertin. “Investire nel commercio significa rafforzare la coesione sociale, la sicurezza urbana e migliorare la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri quartieri. Un commercio forte e vitale è un presidio indispensabile per una comunità che vuole crescere e prosperare”.
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